(Foto Image Sport / Insidefoto)

Il governo si divide sulla riapertura parziale degli stadi. Se il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, si è espresso apertamente a favore del rientro di una parte del pubblico, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha tirato il freno.

«Oggi la priorità sono le scuole, non gli stadi», ha affermato Speranza, dopo che le Regioni avrebbero ottenuto l’impegno di puntare alla riammissione del 25% di spettatori in relazione alla capienza degli impianti.

«Domani dovrebbe essere approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni un nuovo protocollo per la graduale riapertura degli stadi che verrà sottoposto venerdì al comitato tecnico scientifico e servirà per le competizioni sportive, non solo il calcio», ha detto Spadafora nel corso del question time alla Camera.

Orientato al sì il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri: «Gli stadi possono sopportare un terzo della capienza, all’Olimpico l’ingresso potrebbe essere consentito a 20-25 mila spettatori con regole precise. Abbracci vietati, obbligo di mantenere due metri di distanza, uso di mascherine e gel igienizzanti».

Posizioni molto lontane da quelle dei tecnici del Cts, convinti che essere più permissivi in questa fase «sarebbe una pazzia» e che «ogni forma di assembramento non controllato sarebbe estremamente pericolosa» perché si ripercuoterebbe sui trasporti e sulla difficoltà di controllare gli spostamenti.