Boris Johnson (foto: Getty Images)
Boris Johnson (foto: Getty Images)

Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato l’intenzione del governo da lui guidato di rivedere il piano che prevedeva la riapertura parziale degli stadi a partire dal prossimo primo ottobre.

«Dobbiamo rivedere i nostri piani», ha spiegato il primo ministro britannico nel briefing di Downing Street, sottolineando che il governo dovrà «rivedere la nostra intenzione di riportare il pubblico negli stadi dal 1° ottobre».

La presa di posizione di Johnson sugli stadi arriva contestualmente all’annuncio delle nuove misure assunte dal governo britannico per contenere la “seconda ondata” dell’epidemia di Covid-19.

Johnson ha spiegato che il il divieto di assembramento ripristinato da lunedì 14 in Inghilterra oltre il limite di 6 persone per far fronte al rimbalzo dei contagi da coronavirus sarà legalmente vincolante, confermando che ogni violazione sarà considerata “una violazione della legge” e che la polizia – a differenza del passato – avrà il potere di imporre multe da 100 a 3.200 sterline e persino di procedere “all’arresto” in caso di resistenza.

La nuova indicazione, descritta come “regola del 6”, prevede che non ci possa riunire in singoli gruppi superiori a 6 persone nelle case, all’aperto, nei pub, nei caffè, nei ristoranti, eccetera.

Nei locali pubblici, ha precisato Johnson, potrà naturalmente entrare un numero maggiore di persone in totale, purché nel rispetto del distanziamento, ma ogni singola comitiva dovrà essere “al massimo di 6” individui.

Il premier ha ribadito che la norma non vale nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle università, per i matrimoni, i funerali, gli eventi sportivi e per palestre e luoghi di preghiera, ma sempre nel rispetto delle distanze.