Renault Alpine Formula 1
(Photo by Peter Fox/Getty Images)

Prende forma la rivoluzione targata Luca de Meo in casa Renault. Il manager italiano, diventato CEO dell’azienda nel luglio 2020, ha annunciato la settimana scorsa un’ampia ristrutturazione della casa francese basata su quattro business unit:

  • Renault
  • Dacia
  • Alpine
  • Nuove Mobilità

L’idea – scrive MF-Milano Finanza – è quella di non cercare più il primato nei volumi di vendita (come quando nel 2017 l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi era risultata il maggior costruttore di auto al mondo), quanto piuttosto quello di crescere nei settori a maggior valore aggiunto.

In questo quadro, indiscrezioni ventilano la possibilità che nel mondiale di Formula 1 del 2021 la casa transalpina non correrà più con il nome Renault, ma utilizzando invece il nome Alpine. Un brand, che nelle intenzioni del manager italiano, deve tornare a brillare come simbolo di sportività sui mercati internazionali.

Per il momento, il piano sarebbe essenzialmente di marketing e il progetto non dovrebbe prevedere un’estensione della gamma Alpine, che ora si basa soprattutto sul modello A110, venduto solamente in Francia e in Germania.

Nel frattempo, si prosegue con le nuove nomine nelle prime file del management. Dopo l’indicazione dei quattro capi area (lo stesso de Meo per Renault; Denis Le Vot, direttore marketing del gruppo per Dacia; Cyril Abiteboul, amministratore delegato di Renault Sport Racing per Alpine e Clotilde Delbos, vicedirettore generale e direttore finanziario della società per la divisione New Mobility), ieri Renault ha annunciato la nomina di Nicolas Maure alla carica di vicepresidente esecutivo e direttore responsabile del «Turnaround» del gruppo.

«Il ruolo di Nicolas Maure sarà fondamentale per garantire il turnaround del Gruppo, ossia la ripresa della performance e il ritorno a livelli soddisfacenti di redditività entro il 2022», ha commentato De Meo.

«In stretta collaborazione con le marche e con tutte le funzioni del gruppo, Maure avrà la responsabilità di proporre e gestire un piano d’azione con lo scopo, da una parte, di ridurre significativamente i nostri costi fissi e variabili, e, dall’altra, di generare reddito e cash, fin da subito», ha spiegato una nota della società.