Come funziona sorteggio calendario Serie A
(Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Interrogazione offerte fondi Serie A – Domani, mercoledì 9 settembre, l’assemblea della Lega di Serie A voterà le offerte dei fondi di private equity per un loro ingresso nella nuova media company della Lega (con una quota del 10%), nella quale andrebbero a confluire i diritti tv del massimo campionato italiano per i prossimi 10 anni.

Un tema che interessa anche la politica con alcuni esponenti di rilievo di partiti di maggioranza e opposizione pronti a presentare interrogazioni con risposta urgente per chiedere al governo di valutare l’applicazione del golden power, un diritto di veto che il Governo italiano si riserva su operazioni di acquisizione di quote azionarie parziali o complessive di aziende strategiche per l’economia nazionale. Il primo a frasi portavoce della richiesta di chiarimenti sul tema è stato Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

“Apprendiamo da fonti stampa che i diritti televisivi della Serie A potrebbero essere assegnati a fondi speculativi internazionali che hanno proposto offerte vincolanti per entrare in una media company per la loro commercializzazione. Un’ipotesi a nostro avviso pericolosa che rischia di influenzare il campionato di calcio e la sua intera organizzazione. Fratelli d’Italia ha depositato una interrogazione ai ministri Spadafora e Gualtieri per sapere se il Governo sia a conoscenza di tale ipotesi e, nel caso, capire come intenda scongiurare tale rischio al fine di evitare che la logica del profitto condizioni il sistema calcistico“. 

“La Lega Serie A è – prosegue Lollobrigida – insieme alle società sportive, contitolare dei relativi diritti audiovisivi ed esercita la relativa commercializzazione attraverso procedure competitive e trasparenti. Ad oggi le offerte ricevute sarebbero due: un modello tradizionale, con operatori specializzati che puntano ad una partnership con i club per realizzare un canale della Lega; e un altro, appunto, di natura finanziaria e speculativa”.

Questo secondo modello non appare compatibile con il valore sociale del gioco del calcio, ed è evidente che comporterebbe l’attribuzione ai fondi stessi di un potere di condizionamento ben più penetrante e incisivo di quanto non accadesse in passato”.

“Chiediamo che il Governo risponda celermente alle nostre perplessità, scongiurando il rischio che la logica della speculazione nel nome del profitto influenzi il campionato contaminandone l’organizzazione”, conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia.