Cagliari, Giulini: «Vogliamo riaprire la Sardegna Arena al 30%»

Il Cagliari ha iniziato ormai da un paio di settimane la preparazione agli ordini del nuovo tecnico, Eusebio Di Francesco, scelto espressamente dalla società che vuole rendersi protagonista di una…

Spal - Cagliari

Il Cagliari ha iniziato ormai da un paio di settimane la preparazione agli ordini del nuovo tecnico, Eusebio Di Francesco, scelto espressamente dalla società che vuole rendersi protagonista di una nuova stagione in cui si spera di potersi ritagliare importanti soddisfazioni. Nella scorsa annata i sardi erano stati una delle sorprese, almeno fino a fine 2019, poi a questa fase è seguito un periodo di alti e bassi, culminato comunque con l’ennesima salvezza.

Tommaso Giulini ha così fatto il punto della situazione facendo innanzitutto un bilancio di quanto accadtuo nei mesi passati: “Il campionato era iniziato benissimo grazie alle grandi qualità di Nicolò Barella che ci hanno permesso di fare la cessione record della storia del Cagliari. Abbiamo reinvestito quei soldi su calciatori che hanno dimostrato di essere importanti, da Nandez a Rog, Simeone, Olsen e Nainggolan”, ha detto in un’intervista a L’Unione Sarda.

“Eravamo molto contenti che tutte le scelte fatte con quella cessione fossero state azzeccate. Dicevano che 47 milioni fosse una cifra folle, ma ci si sta rendendo conto che il giocatore è di altissimo livello e i bonus sono arrivati tutti. I risultati non ci hanno dato ragione, con quell’organico avremmo dovuto chiudere nei primi dieci posti. Zenga? Una delle tante scelte azzeccate di Marcello Carli. L’entusiasmo che ci ha messo è stato determinante per la salvezza. Non era facile né scontato in quel momento tenere la squadra sul pezzo e di questo ringrazio direttore e allenatore. Ci siamo anche tolti la soddisfazione di battere la Juve”.

Impossibile non accennare alla situazione Coronavirus, che sta coinvolgendo diverse formazioni del nostro campionato, Cagliari compreso, che ha riscontrato tre casi di positività (sono in cinque a essere finiti in quarantena). Il momento difficile sembra comunque essere ormai alle spalle: “Ritengo che l’intuizione iniziale del presidente Solinas fosse quella giusta, tanto che dopo tutti hanno capito che non sarebbe stato sbagliato aumentare i controlli in entrata. Da noi è stato molto bravo il responsabile medico Marco Scorcu che ha anticipato e capito chi fosse più a rischio contagio. E ci aveva visto giusto, tanto che adesso che i nazionali vanno via, abbiamo i primi rientri dalla quarantena”.

Il mondo dei motori si sta preparando ad accogliere il pubblico, anche se nel pieno rispetto delle norme di sicureza. Una scelta che presto ci si augura possa essere seguita anche dal calcio. Questo è l’auspicio anche di Giulini: “Crediamo che Cagliari sia pronta ad ospitare il pubblico, abbiamo uno dei pochissimi stadi aperti su tre lati, non vedo per quale motivo non si possa riaprire la Sardegna Arena con almeno il 30% della capienza”.

“Progressivamente – ha aggiunto – si sta provando a riacquistare la nostra normalità, abbiamo ripreso ad andare in chiesa e a frequentare le spiagge. Riteniamo che grazie al presidente Solinas si possa lavorare per un’autorizzazione in deroga che ci permetta di raggiungere una capienza limitata per le partite interne. I contagi a Cagliari sono molto bassi e siamo in grado di garantire un controllo accurato. Per questa squadra è fondamentale ritrovare il clima dello stadio. Il calore, il tifo. Il Cagliari non può stare senza i suoi tifosi, per noi il pubblico è vitale”.

In questa nuova annata che sta per iniziare il Cagliari sarà accompagnato anche da un nuovo sponsor tecnico, Adidas, che conferma il progetto di crescita graduale intrapreso dal club: “Un passo avanti. Abbiamo festeggiato il nostro centenario con Macron, che per noi ha fatto un grande lavoro, ma dopo quattro anni abbiamo ritenuto di dover cambiare e andare su un brand ancora più internazionale. Siamo l’ottava squadra più tifata in Italia ma nel mondo siamo ancora poco conosciuti, con questo marchio arriveremo subito nei cinque continenti. È un’internazionalizzazione del brand Cagliari e anche della Sardegna stessa che potremo ottenere solo così”.

Il presidente ha poi volto concludere mandando un in bocca al lupo al nuovo tecnico: “È il segnale che vogliamo un calcio divertente, che appassioni. Con gli stadi vuoti e un gioco che non attira, diventa tutto più difficile. Crediamo che Di Francesco possa trascinare la gente e costruire un percorso. Dopo tre giorni dal nostro primo incontro aveva già scelto di accettare la nostra proposta: questo la dice lunga sulla sua voglia di far bene a Cagliari” – ha concluso Giulini.