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Roberto Mancini, ct dell'Italia (Foto: Image sport/Insidefoto)

Il Ct Roberto Mancini ha atteso per diverso tempo di poter riabbracciare la sua Nazionale, poterla allenare e rivederla in campo. Finalmente torna anche l’Italia, che giocherà il 4 settembre contro la Bosnia, mentre tre giorni dopo, il 7, sfiderà l’Olanda.

Mancini farà convocazioni allargate (33-34 calciatori) visto il tour de force a cui sono stati sottoposti i giocatori in estate. Tra questi molti giovani, ai quali l’ex attaccante ha voluto lanciare un messaggio di aiuto e preavviso nell’intervista rilasciata all’Economia del Corriere della Sera.

«Potrei scrivere un libro: ‘Come aiutare i giovani calciatori a non farsi rubare i soldi’! Purtroppo mi sono imbattuto in qualche malfattore. Disavventura capitata anche ad altri, l’inesperienza danneggia molti atleti. Il calciatore è giovane, guadagna cifre enormi ma non dà importanza ai soldi. E i truffatori gli girano intorno».

«Un consiglio? Fare come me: affidarsi ai professionisti. Bisogna avere un avvocato e un commercialista seri. E vanno pagati bene, perché a volte si cerca di spendere meno. Invece i professionisti vanno retribuiti il giusto. A quel punto però sai di essere in mano a persone competenti e per bene».

Gli interessi del Ct sono svariati, dall’immobiliare all’arte: «All’inizio ho provato un po’ di tutto. Ho investito anche in azioni e ho puntualmente perso: non lo faccio più da anni! Meglio l’obbligazionario e comunque diversificare. Adesso preferisco il mattone: hai sempre qualcosa in mano e, anche se il mercato non è sempre al massimo, prima o poi il prezzo risale. E puoi affittare, quindi è un ritorno sicuro. Controllo spesso».

«Prima non lo facevo quasi mai, ma da quando ho preso delle fregature, controllo spesso. Da ragazzi si fanno tante cavolate. Me le ricordo tutte, meglio non raccontare. Quando sei giovane e vuoi una cosa, la prendi senza badare a spese. Da grande ci ragioni di più», ha aggiunto.

Per quanto riguarda il mondo dell’arte: «Altroché se mi interessa! Quando inizi, scopri cose belle. Quindi averle ti permette di goderne anche in senso estetico. se poi azzecchi l’artista giusto, hai fatto anche il buon affare. Mi piacciono sia la scultura che la pittura. Ho iniziato dedicandomi all’arte antica, poi ho virato su quella moderna e contemporanea».

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Non manca una parentesi sul giro di soldi del mondo del calcio: «Quando pensi che si sia arrivati al massimo, si va sempre oltre. I club incassano molto più di prima e il giro d’affari è decuplicato, i giocatori costano 150 milioni. L’importante è che la gente si diverta alla partita. Anche se si esagera un po’».

I calciatori guadagnano sempre di più, spendono in sfarzo e lusso, ma non deve mancare un pensiero a chi è meno fortunato, sottolinea il tecnico della Nazionale: «Sono un generoso, anche troppo. Se devo spendere per divertirmi, lo faccio. Se ho voglia di fare un regalo, lo compro. Se devo aiutare qualcuno, non mi tiro indietro. Credo che chi è stato più fortunato nella vita, dovrebbe aiutare chi ha bisogno».

Passare dalla panchina di un club a quella della Nazionale significa rinunciare a un bel gruzzolo: «La mia carriera è stata quasi sempre condizionata da scelte di cuore. In una vita da allenatore può non capitarti mai l’opportunità di allenare la Nazionale. Ed è soprattutto una questione di prestigio e onore. Comunque sono giovane, ho ancora tempo per tornare ad allenare un club in futuro!».

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