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Maurizio Setti, presidente dell'Hellas Verona (foto Insidefoto.com)

“È giunto il momento di cambiare le regole del gioco. Dobbiamo fare mea culpa e pensare alle nuove regole. I fondi esteri ci hanno fatto capire che la Serie A ha un valore alto e dobbiamo avere la serenità di gestire questo movimento. Bisogna lavorare in comunione di idee per difendere il patrimonio collettivo”. Parole di Maurizio Setti, presidente del Verona, rilasciate nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, in relazione alla situazione del calcio italiano con l’imminente discussione per decidere a quale fondo affidarsi per la costruzione della nuova media company della Lega.

Il numero uno dell’Hellas ha parlato della sorprendente stagione della squadra allenata da Juric, conclusa con il nono posto in campionato, con alcuni momenti che hanno fatto anche sognare un qualificazione alle competizioni europee. Una stagione che lo stesso tecnico ha valutato con un 10 e Lode: “Meritiamo un voto alto, vero – dice Setti -. La stagione è andata oltre le aspettative perché puntavamo alla salvezza. Non all’ultima giornata, ma comunque l’obiettivo era quello. Inoltre credo che il lockdown ci abbia danneggiato. Diciamo che abbiamo un piccolo credito da scontare con il destino. Però resta il fatto che sono orgoglioso di aver visto il Verona giocarsela contro chiunque e su ogni campo”.

Il presidente ha poi fissato l’obiettivo per la prossima stagione, cercando di dare continuità alla crescita sportiva ed economica della squadra: “Vogliamo dare stabilità alla nostra presenza in Serie A. Puntiamo alla salvezza cercando di mostrare bel gioco senza avere paura degli avversari. Restare in A è prestigioso e gratificante dal punto di vista sportivo, ma significa anche rafforzare la base del club dal punto di vista economico. Per quanto riguarda questo aspetto abbiamo rafforzato le fondamenta in questa stagione. Un percorso iniziato già nella stagione della promozione dalla B alla A. Sintomo anche di una società decisa e trasparente”.

Una salvezza che passa anche da un mercato concreto e non sfarzoso: “Sarà un mercato particolare per lo sfalsamento temporale. Sicuramente interverremo solo per inserire nomi utili e non per acquistare elementi mediatici. Costruiremo una rosa adeguata per rafforzare il gruppo di Juric, il budget aumenterà. I soldi non si buttano anche perché dobbiamo capire come ci si comporterà con il pubblico negli stadi e come verranno distribuiti i soldi in arrivo dall’alto”.

A proposito del ritorno del pubblico allo stadio, Setti dice: “Sono favorevole alla riapertura graduale degli stadi, il calcio e lo sport senza pubblico sono incompleti. Lo stadio vuoto è deprimente, vero è che ci vorrà un senso di responsabilità comune per riaprirli con senno”. Magari sognando di poterli riaccogliere presto anche con un nuovo stadio: “Volevo ridare una casa operativa al club e ci sono riuscito con la sede. Ora lavoriamo per la casa sportiva. Sogno il centro sportivo dal mio arrivo a Verona nel 2012. Per quanto riguarda invece il Bentegodi siamo spettatori in attesa della parte burocratica”.

Chiosa finale su partenze e conferme, dopo le cessioni di Amrabat e Rrahmani: “Per quanto riguarda Kumbulla (trattativa con l’Inter) attendiamo la fine dell’Europa League, questo è vero. Però ci sono anche altri club di prima fascia interessati a Marash. Non è comunque da escludere a priori che possa rimanere un altro anno a Verona. Stiamo trattando con Borini, abbiamo fatto la nostra proposta e attendiamo una risposta. Sugli altri giocatori in prestito (Gunter, Pessina, Verre e Salcedo) difficile sbilanciarsi in questo momento. Anche qui serve avere pazienza».