Lotito senatore
Claudio Lotito (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

A oltre due anni dalle elezioni della primavera 2018, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, prosegue nella sua battaglia per ottenere il riconoscimento della sua elezione al Senato.

Lotito, candidato di Forza Italia al Senato in uno dei collegi plurinominali della Campania, ha da tempo contestato la sua mancata elezione, e nei prossimi giorni la Giunta per le elezioni al Senato potrebbe pronunciarsi sul caso.

La vicenda viene riassunta oggi sulle pagine del Corriere della Sera.

All’indomani delle elezioni politiche del 2018, scrive il Corriere, Lotito presenta ricorso richiedendo il riconteggio dei voti e proponendo un sistema di assegnazione dei seggi diverso da quello applicato dalla Corte dell’Appello.

In estrema sintesi, osserva il quotidiano, il presidente della Lazio rivendica per sé il seggio assegnato a un altro azzurro, Vincenzo Carbone.

A questo punto la Giunta per le elezioni e l’immunità esamina il ricorso e nota una serie di anomalie e difformità in 457 sezioni su 5 mila. Vengono ricorreggiate 2.600 schede e il presidente della Giunta, il forzista Lucio Milan attribuisce il seggio a Peppe De Cristofaro di LeU (sottosegretario all’Università, pure lui aveva reclamato il posto di di Carbone).

La decisione viene però bocciata dalla Giunta, con il voto compatto del centrodestra e di Italia Viva.Dettaglio: Carbone nel frattempo ha lasciato Forza Italia per traslocare nel gruppo di Matteo Renzi.

Da regolamento viene così individuato un nuovo relatore, Adriano Paroli, sempre di Forza Italia, che presenta una nuova relazione (11 favorevoli, 5 contrari, 4 astenuti) e accoglie praticamente tutte le richieste di Lotito.

E ora? Si aspetta la convocazione della cosiddetta «udienza pubblica», che dovrebbe essere fissata ai primi di settembre. Dopodiché ci si sposterà in aula. Se nessuno presenterà un ordine del giorno difforme, Carbone uscirà dall’aula e Lotito diventerà senatore. In caso di uno o più ordini del giorno saranno votati a scrutinio segreto.