Verona Roma Sky o Dazn
(Photo by Andreas SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

La nuova Roma di Friedkin ha il primo problema da risolvere, quello legato al nuovo direttore sportivo. Dopo il licenziamento di Petrachi del mese scorso, la dirigenza giallorossa sta lavorando a due opzioni: puntare tutto su un nome nuovo, che non abbia legami con l’ambiente; oppure, viceversa, scegliere una persona che conosca perfettamente la piazza. Resta poi la terza possibilità: prendere tempo e affidare tutto ancora un po’ a Franco Baldini (fuori dal nuovo progetto) e ai procuratori, con la supervisione del Ceo Guido Fienga.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, l’unica certezza è che, con il nuovo presidente Dan Friedkin, il d.s. sarà davvero un d.s. e non una sorta di presidente in pectore o di direttore generale. Sceglierà i giocatori, lavorerà con allenatore e squadra, ma non passeranno da lui tutte le scelte come in passato.

Nei giorni scorsi aveva preso forza il nome di Walter Sabatini, il quale nella giornata di ieri si è escluso dalla corsa dichiarando: «Amo ancora la piazza, ma resto al Bologna». Un altro che ama e conosce benissimo la piazza è Daniele Pradè, attuale direttore sportivo della Fiorentina che tornerebbe volentieri a Roma e lo ha fatto sapere, ma il suo nome non viene preso in considerazione. C’è poi Nicolas Burdisso, un altro che lavorerebbe subito a Trigoria, ma la pista non è più calda come nei giorni scorsi.

Tra le novità, coloro che non hanno avuto nulla a che fare con la Roma, ci sono i nomi di Berta, d.s. dell’Atletico Madrid, e di Orta, attuale manager del Leeds, fresco di promozione in Premier. Il nome preferito di Fienga era e resta Fabio Paratici, che però al momento è blindato dalla Juventus.