James Pallotta (Insidefoto.com)
Il presidente della Roma, James Pallotta (Insidefoto.com)

Concluso il campionato di Serie A con il quinto posto e la qualificazione alla prossima Europa League, James Pallotta vuole stringere sulla cessione della Roma. Secondo i giornali in edicola oggi i tempi sarebbero strettissimi e un accordo potrebbe essere siglato già entro il fine settimana, se non prima.

Secondo Repubblica sarebbero quattro i soggetti interessati, ma solo due probabilmente davvero pronti a chiudere.

In pole position sembra esserci ancora l’uomo d’affari texano Dan Friedkin, che distribuisce auto Toyota negli States e vanta catene di hotel di lusso e viaggi aerei, arrivato a un passo dall’ acquisto prima della pandemia.

Secondo il quotidiano finanziario MF, nel tardo pomeriggio americano di ieri (quindi nella notte italiana), era in programma un incontro tra Friedkin e Pallotta.

Il texano avrebbe messo sul piatto 580 milioni: 300 milioni per accollarsi il debito del club, 190 milioni per acquistare le azioni della Roma e altri 90 milioni per ricapitalizzare la società.

Pallotta e i suoi soci, i quali detengono una quota di controllo della Roma, di circa l’88%, incasserebbero dunque circa 177 milioni dalla cessione del club.

Siccome in questi quasi otto anni da numero uno giallorosso Pallotta ha investito circa 260-270 milioni, accettare l’offerta di Friedkin significherebbe per il finanziere di Boston una perdita di circa 100 milioni. Motivo che per molto tempo lo ha spinto a dire no alla proposta.

Alla finestra resta anche l’imprenditore Al-Baker che ieri ha ribadito di aver presentato un’offerta a Pallotta per la Roma attraverso l’intermediario Alharit Alateeqi. Anche se l’attuale numero uno dei giallorossi ha negato di aver mai ricevuto alcuna proposta: «Forse l’ hanno fatta a un altro Pallotta».