Massimiliano Allegri e Antonio Conte (ALBERTO LINGRIA/AFP via Getty Images)
Massimiliano Allegri e Antonio Conte (ALBERTO LINGRIA/AFP via Getty Images)

Un divorzio consensuale sembra difficile. Ma per l’Inter e Antonio Conte potrebbe essere una necessità non più rinviabile. La vittoria di Bergamo, il secondo posto conquistato, aver chiuso il campionato a un solo punto di distacco dalla Juventus, invece di essere un momento di festa, sono diventati un regolamento di conti tra l’allenatore e la società.

«Una frattura profonda, difficile se non impossibile, da ricomporre. Si andrà avanti per l’ Europa League, poi probabilmente le strade si divideranno. Club e tecnico cercheranno di raggiungere un gentleman agreement», scrive il Corriere della Sera.

«Gli attacchi di Bergamo», osserva La Gazzetta dello Sport, «hanno superato qualsiasi previsione. Ecco perché la domenica interista è stata tutt’ altro che semplice da gestire. I vertici del club non hanno gradito l’ uscita dai binari di Antonio, la tensione nel rapporto con il tecnico è altissima. Siamo al momento dell’«ora basta» in arrivo dalla società? Più o meno sì, anche perché già da qualche settimana i rapporti sembravano freddi.».

Adesso, però, bisogna provare a pensare come e se continuerà il matrimonio, celebrato poco più di un anno fa e sulla carta destinato a durare sino al giugno 2022. Tutto è possibile.

Con l’Europa League da giocare sembra difficile che possa succedere qualcosa a stretto giro. Ma l’Inter non vuole altre alzate di testa. Il club al momento non valuta l’idea dell’ esonero: intanto perché Conte costa 11 milioni a stagione (e a libro paga sino al 2021 c’ è pure Spalletti).

Però Suning non vuole farsi trovare impreparata se l’allenatore pugliese facesse il passo indietro.

Ecco perché diventa sempre più corposo il dossier dei nerazzurri sul piano B. Che porta direttamente a Massimiliano Allegri. Il tecnico toscano, chiamato in fretta e furia da Marotta a sostituire il dimissionario Conte alla Juve nel luglio 2014 (5 scudetti di fila e 2 finali di Champions League in bianconero) è la prima scelta della proprietà nel caso in cui ci sia lo strappo definitivo con Antonio.

Dopo un anno di pausa, Max freme per rimettersi in gioco. E visto che la sua priorità è continuare ad allenare in Italia, accettare la sfida di Suning sarebbe il modo perfetto per tornare subito ad alto livello.