Serie A offerte diritti tv

Sarà un’assemblea fondamentale per il futuro quella che coinvolgerà oggi i club di Serie A. Sul tavolo, la partita dei diritti televisivi, che potrebbe dare nuova linfa vitale alle società, considerando il possibile ingresso nel mondo del pallone nostrano da parte dei fondi di private equity.

La mancata rata versata da Sky, il decreto ingiuntivo chiesto dai club, lo spettro di un bando per il triennio 2021-2024 al ribasso disegnavano un panorama denso di dubbi. I fondi d’investimento potrebbero quindi segnare un punto di svolta, e l’assemblea che si terrà a Milano – si torna alla riunione in presenza – potrà dire di più.

Al momento la Serie A si trova di fronte tre scenari differenti:

  • L’ingresso di un fondo in qualità di socio
  • Un partner per la creazione di un canale o a cui affidarsi per la vendita dei diritti
  • L’ingresso di un fondo in qualità di mero finanziatore

A proposito della prima ipotesi, lunedì l’advisor Lazard ha ricevuto le proposte di sei fondi: CVC, Bain ed Advent tutti in corsa per creare con la Lega Serie A una media company partecipandovi con una quota di minoranza non superiore al 15%.

È la via auspicata da Dal Pino, affiancato dai grandi club (Juventus, Inter, Milan, Roma, Torino), convinto che solo con l’ingresso di figure manageriali terze sia possibile superare i soliti problemi di conflittualità interna.

La strategia di CVC per il rilancio – scrive il Corriere della Sera – è creare un modello di business in grado di sopravvivere ai grandi cambiamenti del sistema tv e incrementare i ricavi. La piattaforma per avviare un sistema di abbonamenti in streaming (che potrebbe però essere operativa nel triennio ‘24-’27) sarebbe già in casa, a realizzarla una delle società hi-tech controllate dal fondo.

Il secondo scenario, auspicato dal patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, prevede invece un’operazione “tutto in casa” finanziata da un soggetto terzo. Tra questi Fortress, Apollo, Tpg e Blackstone. In questo caso il rischio d’impresa sarebbe a carico della Lega, che potrebbe però puntare a un margine operativo di 2,6 miliardi entro 5 anni.

Infine, resta la possibilità del piano Lotito, che prevede un minimo garantito per la Serie A. Forte delle proposte di Wanda e Mediapro, il patron della Lazio punta a incassare tra gli 1,2 e gli 1,45 miliardi e lasciare all’acquirente la scelta se vendere i diritti o se creare un canale. In questo modo, la Lega Serie A potrebbe anche mantenere le dinamiche di governance attuali.

Sulla base di queste premesse, la riunione di oggi dovrebbe essere interlocutoria ed è probabile che tutto venga rimandato a una successiva assemblea. Ma l’incontro sarà comunque importante per capire se i club si orienteranno in una delle tre direzioni.

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