Gabriele Gravina (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Gabriele Gravina (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto a “La politica nel pallone” su Rai GrParlamento, per parlare della stagione attuale, del protocollo medico per l’attività sportiva e soprattutto del prossimo campionato.

«La mia mente e il mio cuore sono già al di là di questo campionato. Sono molto ma molto preoccupato per la prossima stagione: le squadre dovranno cominciare tra non molto i raduni e la preparazione e siamo in grandissimo ritardo nella conoscenza delle nuove procedure da seguire. Non sappiamo questo stato d’emergenza per quanto tempo ancora sarà prorogato», ha spiegato Gravina, lanciando l’allarme.

«Lo Scudetto – ha aggiunto – è sempre un titolo di merito. In un momento così complicato, non solo per lo sport italiano ma per tutto il nostro paese a causa di questo virus, arrivare a questa conclusione credo sia un risultato straordinario. Per il campionato ma soprattutto per chi ha vinto il campionato».

Un pensiero anche sul protocollo medico: «La mia preoccupazione riguarda il protocollo attuale che ritengo inapplicabile da questo momento in avanti. Credo sia impegnativo per le società e per gli stessi atleti. Questo protocollo ha dovuto tener conto dell’evoluzione dell’epidemia nel nostro Paese e bisogna continuare a tenerne conto, ma bisogna anche essere realisti».

«Lo abbiamo applicato in una situazione di emergenza – ha proseguito – per un brevissimo periodo di tempo, ma immaginare di continuare ad applicarlo fino alla fine della prossima stagione sportiva, con tamponi ogni 4 giorni, è impossibile. Sarebbe una violenza fisica verso i giocatori. Bisogna trovare delle altre soluzioni. Una volta accertata la negativizzazione del gruppo squadra bisogna allentare i tamponi».

«Al riguardo aspettiamo notizie dal Comitato tecnico scientifico per capire quale sarà il nuovo protocollo da applicare, non dimenticando che il nostro mondo è impegnato anche a livello dilettantistico. E proprio qui corre la mia mente: non sappiamo ancora come e quando poter far partire tutte le competizioni», ha concluso Gravina.