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Lautaro Martinez esulta con con Roberto Gagliardini (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

C’è anche, ovviamente, il business plan dell’Inter per i prossimi anni tra gli elementi analizzati dall’agenzia di rating Fitch per applicare un nuovo rating al bond della società nerazzurra.

L’elemento principale preso in esame da Fitch, si legge nella nota dell’agenzia di rating, è il rapporto indebitamento netto/EBITDA a livello consolidato (e quindi non solo di Inter Media and Communication, la società in cui confluiscono i ricavi da diritti tv e commerciali che ha materialmente messo il bond), analizzando i dati nel periodo tra il 2022 e il 2025.

“Il caso base di Fitch si allinea al business plan del management nerazzurro per quanto riguarda costi e ricavi”, si legge nella nota, “applicando una crescita per l’inflazione dell’1,5% dal 2023 per ricavi e costi, assumendo inoltre un rapporto stipendi-fatturato pari al 58%”.

Per quanto riguarda il player trading, Fitch segue le indicazioni del business plan dell’Inter, in cui le assunzioni riguardano “ricavi netti da player trading pari a 30 milioni di euro annui” fino al 2023. Secondo questi dati, il rapporto indebitamento netto/EBITDA secondo Fitch tra il 2022 e il 2025 sarà pari a 3.2.

Nello scenario peggiore, Fitch applica un taglio del 5% ai ricavi dello scenario base, con una contrazione dei ricavi per 50 milioni in caso di mancata partecipazione alla Champions League e una stima dei ricavi da player trading pari al 7% del fatturato. In questo modo, il rapporto indebitamento netto/EBITDA secondo Fitch sarebbe pari a 5.6, con un peggioramento nel solo 2025 in cui il rapporti sarebbe pari a 6.3 con una generazione di flussi finanziari negativi secondo questa ipotesi.