stadio roma delibera giunta
Il progetto del nuovo stadio della Roma

Iter più brevi e meno burocrazia: sono queste le principali richieste della Lega Serie A per quanto riguarda il tema stadi, come si legge in un report realizzato dalla stessa Lega.

Il Team di lavoro della Lega Serie A, guidato dal Dg della Fiorentina Joe Barone, ha analizzato in particolare il processo autorizzativo e l’iter che porta alla costruzione di un nuovo impianto, confrontandolo con quello delle top leghe europee e mettendo in evidenza le criticità del sistema legislativo italiano legato agli stadi.

Un argomento di particolare rilevanza, per i viola in particolare, dopo che il presidente Rocco Commisso aveva fermamente criticato le leggi del nostro paese. Secondo il suo parere infatti “la burocrazia sta uccidendo l’Italia”. 

Il report presentato dalla commissione tecnica mette in risalto un sistema normativo estremamente più vincolante e complesso, con un maggior numero di soggetti da coinvolgere e un processo di approvazione del progetto più lungo e complesso con la necessità di una doppia approvazione del progetto.

Andando per punti: l’Italia è l’unico Stato fra i 5 presi in analisi ad avere una legge apposita per gli stadi, il che dovrebbe rendere la normativa di riferimento più snella e semplice, invece è caratterizzata da una maggior complessità rispetto agli altri paesi europei che non hanno una legge ad hoc per l’impiantistica sportiva.

Come precedentemente detto in Italia gli step approvativi obbligatori sono 2 e il numero di soggetti coinvolti è superiore a 5, solo in Inghilterra avviene la medesima procedura con un numero di soggetti così elevato. In Spagna e Francia vi è un unico step, con la prima che coinvolge meno di due soli soggetti, mentre in Germania il numero è variabile e vi è il coinvolgimento solo dell’autorità federale o statale.

Le fasi dell’Iter autorizzativo sono 7 al pari di Inghilterra e Francia, ma sensibilmente superiori rispetto a Spagna (4 fasi) e Germania (2 fasi). Le 7 fasi dell’iter italiano sono:

  1. Studio di fattibilità
  2. Conferenza dei Servizi preliminare
  3. Presentazione del progetto
  4. Conferenza dei Servizi decisoria
  5. Provvedimento autoizzativo finale
  6. Gara pubblica per il realizzatore (in caso di impianto di proprietà pubblica)
  7.  Stipula della convenzione e avvio dei lavori

Questo iter teoricamente dovrebbe durare circa un anno, una tempistica allineata a quella degli altri paesi analizzati. Questo dato è però da confrontare con le reali tempistiche osservate per la realizzazione del processo autorizzativo del progetto, che in media in Italia dura 2/3 anni. A livello di tempistiche effettive l’Italia si colloca ampiamente all’ultimo posto, negli altri paesi infatti le tempistiche teoriche corrispondo alle effettive tranne per la Spagna dove a fronte di un anno teorico, il processo ne dura circa 2.

Da queste premesse, oltre a sottolineare i problemi esistenti nella situazione attuale in Italia (dalla imprevedibilità delle tempistiche di completamento dell’iter all’ampia discrezionalità di Enti locali e Sovraintendenze sul Progetto fino alla presenza di vincoli su metrature e destinazioni), i club e la Lega Serie A hanno presentato 14 proposte di miglioramento su tre aree di intervento, ovverosia processo autorizzativo, ruoli e responsabilità e infine sostenibilità progetto.

 

Per quanto riguarda il processo autorizzativo:

  • iter semplificato per interventi di rinnovamento su stadi esistenti, anche con unica Conferenza dei Servizi;
  • Assegnazione diretta della realizzazione del Progetto a soggetto proponente;
  • Semplificazione delle fasi di istruttoria e approvazione;
  • Previsione di termini certi per le interlocuzioni con gli enti;
  • Presunzione di conformità dell’intervento alla normativa rilevante, con esclusione dell’elemento soggettivo di colpa e dolo per il realizzatore in caso di processi;
  • Revisione delle verifiche sul Soggetto Proponente.

Per quanto riguarda ruoli e responsabilità:

  • Creazione di una commissione unica, nell’ambito della Conferenza dei Servizi, in cui siano presenti tutte le istituzioni pubbliche;
  • Previsione che i soggetti proponenti di interventi di costruzione/riqualifica possano essere anche direttamente i Club;
  • Definizione dell’onere delle amministrazioni ed enti pubblici di giustificare e motivare dissenso dei progetti presentati adducibile solo per cause verificabili; esclusione della responsabilità erariale per amministratori pubblici qualora l’analisi costi-benefici mostri vantaggi; disincentivi e sanzioni per denunce penali contro l’iter che siano meramente calunniose e strumentali.

Per quanto riguarda la sostenibilità del progetto:

  • Ottenimento della proprietà della struttura alla scadenza della concessione di 99 anni a titolo gratuito ovvero dietro pagamento di un prezzo di riscatto agevolato;
  • Utilizzo dell’area entro 500 m dall’impianto per attività di sicurezza ed entro 2 km per attività di parcheggio;
  • Deroga al vincolo di contiguità delle opere e attività complementari allo Stadio a determinate condizioni e attenuazione dei vincoli paesaggistico/ territoriali qual ora questi impediscano la valorizzazione degli spazi: in particolare revisione presunzione interesse culturale (articoli 10 e 12 TU Beni Culturali) per impianti sportivi in uso che necessitino di rifacimento e ammodernamento;
  • Agevolazioni fiscali (es. credito d’imposta) e supporto all’accesso al credito (es. garanzie pubbliche, finanziamenti europei) anche avvalendosi del supporto di CDP oltre del Credito Sportivo a condizioni agevolate grazie a risorse provenienti dal gettito tributario delle scommesse sportive;
  • Promozione di strumenti di cooperazione tra Pubblico e Privato tramite progetti di Partenariato Pubblico Privato per la realizzazione di opere pubbliche, ricorrendo al Project Financing come modalità di autofinanziamento.