Zlatan Ibrahimovic (Photo by Marco Bertorello / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)
Zlatan Ibrahimovic (Photo by Marco Bertorello / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

«Ibra gioca per vincere qualcosa o sta a casa». Zlatan Ibrahimovic non è mai stato uno da tanti giri di parole e non lo è nemmeno nell’intervista che ha rilasciato a Sportweek, di cui la Gazzetta dello Sport ha reso noto alcune anticipazioni.

«Ibra non è un giocatore da Europa League e il Milan non è un club da Europa League», aggiunge lo svedese. Che poi sul futuro direttore tecnico-allenatore rossonero è ancora più chiaro: «Chi è Rangnick? Non so chi sia Rangnick» prossimo Sportweek .

«Come ti alleni giochi, e io devo fare ancora più degli altri. Qui sono solo per passione, sto giocando gratis… Mi hanno detto che smettere in America era troppo facile. E allora sono tornato al Milan. Poi questo Covid ha fermato tutto, allora ho pensato: c’ è qualcosa che non vuole che io smetta… Per fortuna abbiamo ricominciato. Si è messo di mezzo anche il polpaccio, ma io due giorni dopo ho detto “sono pronto, torno in squadra”. Ibra è così. Ma loro mi hanno frenato».

Smettere? Fosse per lui giocherebbe sempre. «Perché Ibra è nato per giocare a calcio ed è ancora il migliore a giocare a calcio. Ma vediamo come sto tra due mesi. E poi vediamo cosa succede con il club. Se la situazione è questa, è difficile vedermi al Milan il prossimo anno, sono onesto».

Sul duro confronto con Gazidis a Milanello, ha poi aggiunto: «Ho parlato per me e per la squadra, è stato un confronto necessario. Non era cattiveria la mia. Ma bisogno di avere spiegazioni sul futuro, il mio e quello del Milan. Ho detto che il Milan non è il mio grande Milan, è vero. Ma dobbiamo fare tutto il meglio possibile anche in questa situazione. Sino alla fine. Ibra c’è, ci pensa Ibra. Io devo esserci per forza o li perdi i tifosi».

«Non so se c’ è un altro club dopo il Milan, io non chiudo mai le porte. Ma vado solo in un posto dove comando, non in un posto in cui le parole non valgono niente. Ho ancora troppa passione per quello che faccio».