Pallavolo Volley
(Photo by Christian Fischer/Bongarts/Getty Images)

Il credito d’imposta sulle sponsorizzazioni per salvare lo sport italiano nell’era post Covid. È questa la richiesta delle principali Leghe sportive, nei giorni in cui la Commissione Bilancio deciderà sulla proposta di introduzione del vantaggio fiscale per chi investirà nel mondo dello sport come sponsor o con campagne pubblicitarie.

Nelle scorse settimane è stato così costituito il Comitato 4.0, che vede nel suo nucleo fondativo Lega Pro, Lega Basket Serie A, Lega Pallavolo Maschile e Femminile, a cui si sono aggiunte la Lega Basket femminile, la Lega nazionale Pallacanestro e la Fidal-Runcard. Leghe che hanno fatto i conti di che impatto possa avere una eventuale fuga delle aziende che investono nello sport: i ricavi da sponsorizzazione delle società ed associazioni sportive attive nell’ambito di discipline ammesse ai Giochi olimpici, con ricavi prodotti in Italia compresi tra i 200 mila e 15 milioni di euro annui, sono stimabili complessivamente in circa 400 milioni di euro. Il 98% delle società, tuttavia, si aspetta il calo dei ricavi da sponsorizzazione (che valgono il 55% degli introiti) con un -40% di valore medio. Con effetto diretto anche dal punto di vista fiscale.

L’indagine condotta su 214 società vede il 31% in bilico relativamente all’iscrizione alla prossima stagione, con il mancato rinnovo dell’iscrizione che porterebbe ad una perdita del gettito fiscale pari a 73 milioni di euro. A cui va aggiunta la perdita relativa alla riduzione del giro d’affari di chi si iscriverà (stimato intorno al 26%), che toglierebbe altri 39 milioni a livello fiscale. Il minor gettito fiscale per lo Stato sarebbe quindi di complessivi 112 milioni di euro, di cui 73 milioni di euro “strutturali”, con effetto anche negli anni successivi.

Effetto che potrebbe tuttavia essere ridotto con l’introduzione del credito d’imposta. Secondo lo studio del Comitato 4.0, applicando un credito di imposta pari al 50% del valore delle sponsorizzazioni di entità superiore ai 10 mila euro (come richiesto dalle Leghe partecipanti al Comitato) risulterebbe un costo per l’Erario pari a 96 milioni di euro: in sostanza, un costo decisamente inferiore rispetto a quanto sarà la perdita prevista, senza considerare i 73 milioni che avranno un effetto anche sugli anni successivi.

Una proposta che punta a salvaguardare non tanto gli stipendi dei campioni, quando piuttosto l’effetto devastante che la fuga di sponsor (spesso aziende del territorio) avrebbe anche sui settori giovanili e quelle associazioni dilettantistiche che sono spesso fondate sul mecenatismo di qualche appassionato di sport.

«È una misura fortemente necessaria – afferma con decisione Emanuele Catania, direttore generale del Volley Millenium Brescia di Serie A1 femminile e consigliere nel CdA di Lega – un’arma in più in sede di trattativa con potenziali sponsor o per cercare di proseguire un rapporto con chi sta riscontrando un calo nel fatturato. Specialmente nel volley, dove gli investimenti delle aziende private rappresentano la fetta maggiore degli introiti. Tutte le realtà sportive italiane hanno bisogno che la politica batta un colpo e non si scordi del valore sociale, sanitario ed economico dello sport».