Dal Pino ascolti Coppa Italia
(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Lunga intervista al New York Times da parte del presidente della Serie A, Paolo Dal Pino. Il numero uno del massimo campionato italiano ha toccato diversi temi, a cominciare dall’emergenza Coronavirus che – in sua opinione – ha portato «più unità di prima».

Questo perché l’assenza di calcio giocato «ha eliminato molte questioni sul tavolo. Non avere partite, non avere discussioni con critiche ad arbitri e giocatori e non avere controversie ha rimosso molta tensione. Il Covid-19 ha cambiato molte cose. Ha cambiato il modo in cui le persone interagiscono», ha sottolineato.

Nel lungo articolo a corredo dell’intervista il NYT ripercorre i problemi che Dal Pino ha dovuto affrontare dal suo arrivo a capo della Serie A. Si va dal razzismo – e da campagne anti-razzismo poco riuscite – a problemi di natura economica: stadi, diritti Tv e organizzazione di competizioni nazionali all’estero.

Inoltre, la pandemia ha contribuito a colpire tutta l’industria calcistica non solo in termini di vendita dei biglietti, ma anche per «tutte le attività legate agli incontri, come merchandising e sponsorizzazioni. Lo stop della stagione avrebbe avuto un forte impatto sul valore sia dei club che dei giocatori», ha affermato.

Eventualità scongiurata, almeno per il momento. Dal Pino spera persino che i tifosi possano iniziare a tornare negli stadi italiani già a luglio. «Dobbiamo essere prudenti e pazienti, ma siamo fiduciosi che se la situazione sanitaria continuerà a migliorare, il graduale ritorno dei tifosi negli stadi sarà una realtà, forse in parte il prossimo mese», ha aggiunto.

La sua visione si concentra sul cambiamento: «Ogni situazione di crisi rappresenta un’opportunità per migliorarci con ogni mezzo. Ci sono opportunità da cogliere». Si va dalla «riduzione della burocrazia» per i club che puntano a costruire nuovi stadi, alla vendita di una partecipazione nel campionato di Serie A a società di private equity. Occasioni che Dal Pino non vuole lasciarsi sfuggire.