(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

«Non è ipotizzabile pensare entro agosto ad avere tifosi allo stadio. Viaggiamo sempre monitorando tutto quello che avviene in Europa, molto dipende dai governi nazionali e non deve essere scelta dell’UEFA». Così Michele Uva, vicepresidente della UEFA, è intervenuto sulla questione stadi durante “Tutti convocati”, su Radio24.

«Noi con grande responsabilità abbiamo messo al sicuro il sistema calcio e in questo si è dimostrata la UEFA leader in Europa per senso di responsabilità. Senza alcun dubbio è stato un lavoro complesso quello di riportare le squadre in campo, anche perché la situazione europea era variegata», ha aggiunto.

«Abbiamo spostato l’Europeo di un anno – prosegue Uva – per dare possibilità ai campionati nazionali di ripartire. Oggi 40 paesi in Europa hanno ripreso il proprio percorso, che però non è normale perché manda la parte meravigliosa, quella degli spettatori».

Sulle risorse del calcio dopo il Coronavirus: «Questo è stato il secondo grande problema da affrontare: abbiamo tenuto in considerazione che il Covid porta e porterà impatti sui conti dei club. Siamo stati fermi nel dire che il Financial Fair Play veniva confermato, né cancellato né sospeso».

Tuttavia, «abbiamo trovato due o tre correttivi che vanno incontro alle esigenze dei club e al normale buonsenso economico-finanziario. Il 2019/20 non verrà calcolato quest’anno ma verrà slittato sul 2020/21 e le perdite dovute al Covid rientreranno nei conteggi».

Infine, una battuta sulle Final Eight di Champions: «Adesso ci godiamo lo sforzo che abbiamo fatto negli ultimi tre mesi, ma oggi formule nuove non sono all’ordine del giorno, adesso è giusto portare a compimento questa stagione chiuderla e aprire quella nuova».

Uva sottolinea che bisogna recuperare «un anno per arrivare all’Europeo sperando che siano confermate le quattro date a Roma, che è uno dei fiori all’occhiello del calcio europeo. Speriamo di arrivarci in modo sereno».