Paulo Dybala (Photo Federico Tardito / Insidefoto)

Le squadre di Serie A sono disposte sulla griglia di partenza, pronte per il ritorno in campo per la ripresa del campionato dopo che Juventus, Inter Milan e Napoli sono già tornate in azione per le semifinali di ritorno di Coppa Italia.

La ripartenza del calcio ha impedito un crac senza precedenti all’intera filiera industriale del calcio, però l’impatto negativo del coronavirus sarà visibile nelle casse delle società, costrette a far i conti con le restrizioni imposte a causa della pandemia, come la disputa dei match a porte chiuse.

La Gazzetta dello Sport ha condotto un’analisi sulle conseguenze a livello economico dell’assenza del pubblico allo stadio. In Serie A le perdite rischiano di arrivare a un centinaio di milioni in questa stagione, in termini di mancati incassi al botteghino, tenendo in considerazione le partite di campionato ancora da giocare e quelle delle coppe europee già sicure per le italiane.

L’analisi condotta tiene conto dell’irrisolta questione del rimborso degli abbonamenti (sono 350mila gli abbonati in Italia), per la quale i club si stanno muovendo senza tenere una linea comune. Non è da escludere che possa esserci un intervento legislativo che obblighi a rimborsi delle quote, sotto forma di voucher, come successo per le altre aree dell’intrattenimento.

Per questo motivo risulta impossibile quantificare con esattezza le perdite a bilancio: si va da un minimo di 60 milioni, puramente teorico perché implicherebbe la salvaguardia del 100% dei proventi degli abbonamenti, a un massimo di 105 milioni, nel caso di una rinuncia completa alla quota parte.

La Juventus avrà la maggior perdita pari ad un minimo di 15 e ad un massimo di 25 milioni, dovuta non solo alla perdita del botteghino ma di tutte le attività correlate all’Allianz Stadium come il museo: i ricavi non legati al giorno della partita della scorsa stagione ammontavano a 3 milioni. Pure per l’Inter si annunciano perdite rilevanti, tenuto conto dell’alta affluenza a San Siro: la forbice è tra i 10 e i 18 milioni. Segue il Milan che con l’assenza dei tifosi perderà tra gli 8 e i 12 milioni. Poi la Roma (4-8 milioni) e il Napoli (5-6 milioni). Sui numeri dell’Atalanta incide pesantemente il mancato introito dei quarti di Champions che avrebbe potuto ritoccare il record di 2,6 milioni registrato contro il Valencia.