Andrea Agnelli (photo Matteo Gribaudi / Image Sport / Insidefoto)

Nella mattina di ieri è iniziata l’udienza preliminare nell’aula bunker del carcere di Torino per il processo ‘Last Banner’, che vede imputati ultrà della Juve appartenenti a diversi gruppi del tifo organizzato. Le accuse per gli imputati sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione e violenza privata.

La Juventus si è costituita parte civile nell’ambito dell’indagine condotta dalla Digos di Torino e dal gruppo criminalità organizzata della procura, coordinati dal pm Chiara Maina. Sono state accettate le richieste di parte civile dei legali del presidente della Juventus Andrea Agnelli, in quanto legale rappresentante della società, e dell’addetto ai rapporti con i tifosi (Slo) Alberto Pairetto, assistiti dagli avvocati Luigi Chiappero e Maria Turco.

L’indagine coinvolge tutti i principali gruppi del tifo organizzato: “Drughi”, “Tradizione-Antichi valori”, “Viking”, “Nucleo 1985” e “Quelli… di via Filadelfia”. Oltre ai leader delle varie sigle, risultano coinvolti nell’inchiesta anche altri soggetti, tutti iscritti nel registro degli indagati: si tratta dei referenti dei gruppi nelle varie città italiane e dei rappresentanti di un’altra sigla, il “Nab” (Nucleo armato bianconero).

I leader della curva della Juventus – secondo quanto emerso dalle indagini – avrebbero messo in piedi una «capillare strategia criminale» per ricattare la società bianconera dopo che il club aveva deciso di interrompere una serie di privilegi concessi ai gruppi ultrà. L’indagine è durata oltre un anno ed è partita da una denuncia della stessa società bianconera e ha portato agli arresti nel mese di settembre.