(Photo by Marc Atkins/Getty Images)

Tra oggi e venerdì in Inghilterra si gioca la partita, fuori dal campo, decisiva per portare a termine la stagione della Premier League. Gli argomenti di discussione sono: la data della ripartenza, lo sconto sul contratto tv, le modalità degli allenamenti «normali» e le resistenze dei calciatori.

Manager e giocatori incontreranno nella giornata odierna i funzionari della Premier League per discutere i protocolli della seconda fase, ovvero il ritorno agli allenamenti collettivi, con la possibilità di contatto, un punto su cui i calciatori sono contrari, soprattutto se questo ritorno alla normalità avverrà in tempi brevi. Alcuni nomi importanti, come Kanté del Chelsea e Deeney del Watford, hanno rifiutato finora di rimettersi al lavoro. Rose (Newcastle) ha usato parole dure: «Dicono che il calcio deve ripartire per tenere alto il morale del Paese, ma io me ne frego del morale del Paese». Tra gli allenatori, i più prudenti sono Frank Lampard del Chelsea e Nigel Pearson del Watford, uno dei club più colpiti dal Covid-19. Altri, come Solskjaer (Manchester United) e lo stesso Klopp sono favorevoli alla ripresa, naturalmente nel rispetto rigoroso delle regole, come riporta la Gazzetta dello Sport.

Dalla votazione odierna per il ritorno alla normalità degli allenamenti dipenderà il proseguo del percorso per tornare in campo per il campionato inglese. La data della ripartenza è infatti inevitabilmente legata a questa decisione, ma qui la spaccatura è evidente: allenatori e calciatori spingono per il 26 giugno, mentre i boss della Premier puntano sul 12. Il 19 potrebbe in teoria mettere tutti d’accordo, ma tecnici e giocatori sostengono che poco più di 20 giorni di lavoro, dopo un mese di inattività e un altro a ritmi sicuramente non professionali, comportano il rischio di infortuni.

Per quanto riguarda la questione legata ai diritti tv, le emittenti hanno pagato ai club l’ultima rata dei contratti, ma le emittenti pretendono uno sconto, affermando che il prodotto che sarà trasmesso non sarà il solito, soprattutto per l’assenza dei fans, ritenuta dalle tv una componente fondamentale per la spettacolarità dei match della Premier League. La risposta dei club è che si gioca senza pubblico è per il rispetto delle linee guida per l’emergenza Covid-19 e non per responsabilità dirette delle squadre. Il timore della Premier è che se non si dovesse raggiungere un accordo sullo sconto richiesto dalle tv, potrebbero esserci sgradite sorprese al momento dell’ erogazione della prima rata della stagione 2020-2021.