corso direttori sportivi FIGC
Il centro tecnico di Coverciano (Getty Images)

Pur non essendoci ancora l’ufficializzaizone, il ritorno del calcio anche in Italia sembra essere più vicino. E anche una strututra importante come Coverciano, solitamente sede dei ritiri della Nazionale, non ha mancato di dare il suo supporto in questa fase di profonda emergenza che ha vissuto il nostro Paese. La location è stata infatti utilizzata negli ultimi 40 giorni come un luogo in cui hanno trovato rifugio 48 pazienti positivi al Covid-19.

La sua conformazione è stata l’ideale, grazie alla presenza di diverse stanze che potevano rivelarsi la soluzione ad hoc per chi aveva la necessità di restare in isolamento.

Ora che il peggio sembra essere passato è tornata a disposizione della FIGC ed è così pronta a prepararsi per i prossimi impegni. Il centro tecnico federale potrà riprendere le proprie consuete attività, dai raduni degli arbitri – tema d’attualità, vista la ripresa alla quale Figc e Governo stanno lavorando: uno dei punti ‘caldi’ è proprio quello del raduno dei direttori di gara – ai corsi della scuola allenatori, che al momento si svolgono on-line; i campi di Coverciano potranno essere calcati nuovamente dagli azzurri e dalle azzurre, in ritiro – con un calendario ancora tutto da definire, comunque non prima di settembre, ma in ogni caso come da tradizione – nella ‘casa delle Nazionali italiane di calcio’.

L’iniziativa di ospitare a Coverciano i pazienti positivi al Covid-19, voluta dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, si è concretizzata grazie alla collaborazione con il Comune di Firenze e con l’Azienda USL Toscana Centro. Il 90% delle persone accolte erano Covid positivi provenienti dagli ospedali – dimessi perché guariti ma non ancora negati – che avevano bisogno di una struttura che li ospitasse, perché non potevano stare presso il proprio domicilio (ad esempio, non potevano garantire un distanziamento sociale dagli altri individui del loro nucleo familiare). Oltre a questi, sono stati presenti anche quei soggetti provenienti dal territorio che però non erano così gravi da dover essere ricoverati in un ospedale.