Gigi Simoni (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Lutto nel mondo del calcio: è morto Gigi Simoni. L’81enne ex tecnico dell’Inter di Ronaldo da tempo lottava contro un malore che lo aveva costretto al ricovero nell’estate 2019.

Recordman di promozioni dalla Serie B alla Serie A (7 volte, oltre a una dalla C2 alla C1, una dalla Seconda alla Prima Divisione e una dalla Prima alla Serie B, queste ultime due come direttore tecnico), nel 1997/98 trionfò in Coppa Uefa con l’Inter, il primo trofeo dell’era Massimo Moratti, con la soddisfazione di vincere anche la Panchina d’oro, seppur il testa a testa con la Juventus in campionato si risolse a favore dei bianconeri tra le polemiche.

L’allenatore gentiluomo, questo il soprannome che lo ha accompagnato nel corso della sua carriera. Da giocatore era cresciuto nella Fiorentina, per poi vestire le maglie di Mantova, Napoli, Torino, Juventus, Brescia e Genoa: nel suo palmares la Coppa Italia vinta col Napoli nel 1961/62 e una promozione in Serie A con il Genoa nel 1972/73.

Le promozioni nella massima serie sono poi diventate la sua specialità: ne ha collezionate sette con Genoa (1975-1976 e 1980-1981), Brescia (1979-1980), Pisa (1984-1985 e 1986-1987), Cremonese (1992-1993) e Ancona (2002-2003), oltre a una in Serie C1 con la Carrarese (1991-1992) e due poi da direttore tecnico con il Gubbio (dalla Seconda Divisione alla Serie B).

Con la Cremonese ottiene in quatto anni la promozione in Serie A, due salvezze e la retrocessione nel 1995/96: nel 1993, con i grigiorossi aveva vinto il Torneo Anglo-italiano, battendo a Wembley in finale il Derby County con il risultato di 3-1.

Dopo la Cremonese passa al Napoli nel 1996/97, da lì trampolino per l’Inter: arriva nell’estate 1997 a Milano, la stessa di Ronaldo. Con il Fenomeno in squadra i nerazzurri sfiorano lo scudetto nel testa a testa contestato con la Juventus (su tutti l’arbitraggio di Ceccarini e lo scontro Ronaldo-Iuliano), vincendo la Coppa Uefa battendo la Lazio per 3-0 nella finale di Parigi e consegnando la prima coppa dell’era Massimo Moratti.

“È stato un grande protagonista della storia dell’Inter: ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato”. Massimo Moratti ricorda così al telefono con l’ANSA la figura di Gigi Simoni “tecnico gentiluomo verso il quale – aggiunge l’ex presidente nerazzurro -, provavo grande stima e affetto. La telefonata con la quale poco fa la moglie mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso”.

Nel 1998/99, nonostante l’arrivo di Baggio e la vittoria della panchina d’oro, l’inizio balbettante portò il patron nerazzurro alla decisione di esonerarlo. Da lì la carriera di Simoni passa da Piacenza, Torino, Cska Sofia, Ancona, Napoli, Siena, Lucchese e Gubbio, dove concluse la sua carriera da allenatore. Rimase ancora nel mondo del calcio, con il ruolo di direttore tecnico prima al Gubbio e poi alla Cremonese, dal 2013 al 2016, sua ultima esperienza calcistica.

Nel giugno 2019 il ricovero in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cisanello di Pisa, dopo un malore nella sua abitazione di San Piero a Grado (Pisa) con conseguente immediato trasferimento in ospedale in condizioni molto critiche fino alla scomparsa intorno a mezzogiorno all’ospedale Cisanello di Pisa, a 81 anni. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla famiglia con una breve nota nella quale si fa sapere che “accanto al mister gentiluomo, raro esempio di stile e sobrietà, c’erano la moglie Monica e il figlio Leonardo”. Negli ultimi giorni il suo stato di salute si era ulteriormente aggravato.