La sede della Fifa (Foto Steffen Schmidt/Insidefoto)

Attraverso un documento intitolato FIFA Covid-19 FAQ, l’organo di governo del calcio mondiale ha provato a dare un parere sullo spinoso tema dei contratti e dei prestiti in scadenza al 30 giugno. Il testo di 27 pagine cerca di dare un orientamento ai club sulle questioni, ma senza imporre alcun tipo di decisione.

«La FIFA non ha alcuna autorità per prolungare o modificare unilateralmente i termini e le condizioni già stabilite», si legge nel documento, ma «crede fortemente che per sia importante muoversi collettivamente e suggerisce di prolungare le varie scadenze per rispettare tutte le parti in campo».

Qualora l’accordo non si trovasse, il giocatore rientrerà alla base, ma non potrà essere impiegato dal club. La priorità è di «far completare la stagione alle squadre per mantenere regolare l’andamento del campionato, tutti i club sono incoraggiati a trovare un accordo per posticipare la scadenza del contratto».

Anche dal punto di vista contabile questi squilibri causerebbero incertezze, ma la FIFA non ha dato risposta sulla questione. Le società che chiudono i conti al 30 giugno non hanno quindi ricevuto indicazione chiare su quale bilancio far ricadere eventuali prolungamenti dei prestiti.

Sulle possibili rinegoziazioni, un trasferimento già concordato potrà essere rivisto nei suoi termini economici solo se tutte le parti coinvolte daranno il benestare. In sostanza, la FIFA auspica buonsenso da parte di tutti, in attesa di una riunione in programma lunedì con i club, le leghe e i calciatori, dalla quale con ogni probabilità uscirà un documento ufficiale.

Resta infine anche il nodo calciomercato: le Federazioni possono chiedere fino a 10 giorni dall’inizio fissato per la sessione (quindi 10 giorni prima del 1° luglio) di spostare le date. La finestra, però, non potrà superare le 12 settimane, dovrà essere unica e non si potrà svolgere mentre il campionato è in corso.