Non sono state ancora prese decisioni ufficiali sulla ripartenza della Serie A, ma non mancano le opinioni perplesse da parte degli addetti ai lavori. Tra queste, c’è quella di Luca Gotti, allenatore dell’Udinese, in attesa di avere maggiori certezze sulle sedute in gruppo. Il tecnici è interventuo nella trasmissione Udinese Tonight e ha parlato a tutto campo in merito a temi quanto mai attuali, come ripresa degli allenamenti, alle ipotesi di ripartenza del campionato e al percorso intrapreso dalla squadra prima dello stop forzato.
La volontà di tornare a fare il proprio lavoro è forte, ma il timore che il protocollo pensato fino ad ora possa tornare a un nuovo stop è forte: “Sarà un piacere ritrovare i ragazzi in occasione del ritiro di squadra dopo uno stop così lungo. Ciò che sarà possibile fare in campo e cosa no ancora non lo sappiamo con precisione, ci adatteremo alle disposizioni delle autorità competenti. Non mi sembra comunque scontato che la ripresa degli allenamenti porterà anche alla ripartenza del campionato”.
I dubbi sulla posizione attuale del governo, che resta diversa rispetto a quanto si sta pendando di fare all’estero, sono forti: “Con gli elementi che ci sono dati oggi mi sento di dire che riprendere a giocare sarà difficilissimo. I punti critici sono a mio avviso la quarantena del gruppo squadra in caso di nuovo contagi, la responsabilità civile e penale del medico sportivo e di un responsabile della società, infine i viaggi. Ritengo che per far ripartire il calcio ci vogliano una visione molto più ampia e delle condizioni diverse da quelle che si prospettano attualmente. Se il campionato riprendesse e poi fossimo costretti a sospenderlo avremo fatto un enorme autogol”.
Nel periodo in cui non c’era la possibilità di uscire di casa i giocatori hanno fatto il possibile per mantenersi in forma, ma ovviamente in una modalità differente rispetto a quanto erano abituati. Gotti ne ha così approfittato per analizzare meglio le potenzialità della squadra, ma difficile non pensare a come lo scenario che si ritroverà allo stadio possa essere inusuale: “In queste settimane i giocatori sono stati maggiormente in contatto con i preparatori tecnici e i collaboratori. Il mio intervento è stato più marginale, ho cercato di essere di supporto a livello psicologico per chi ne avesse più bisogno. Ho avuto modo di riguardare alcune delle ultime partite giocate. Vincere a Bologna avrebbe cambiato tanto sia nella percezione del percorso intrapreso sia nella classifica, diventata improvvisamente molto più ristretta. Il fatto che la sosta forzata sia giunta in quel momento mi è dispiaciuto. Se si ripartirà cercheremo di far trovare pronta la squadra per ogni eventualità, di tirare fuori il meglio da ognuno per metterlo a servizio del collettivo. Ciò che indubbiamente mancherà di più sarà il pubblico, l’aspetto emotivo di una partita coinvolge a pieno titolo anche la tifoseria” – ha concluso.