KPMG valori di mercato
De Ligt e Lukaku (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Le squadre e i membri degli staff tecnici dovranno rimanere in isolamento per 15 giorni dal momento della ripresa degli allenamenti di gruppo. Sarebbe questa, secondo quanto appreso dall’ANSA, una delle indicazioni per la ripresa della Serie A.

Stando a quanto riportato dall’agenzia, secondo i tecnici, solo dopo due settimane di isolamento delle squadre sarà effettivamente possibile valutare un’eventuale ripresa delle partite. Incontri che saranno ovviamente disputati a porte chiuse.

Il problema è che questo ritiro potrà durare al massimo i 15 giorni stabiliti. Andare oltre, lo hanno sottolineato i calciatori, sarebbe difficile sotto il profilo psicologico. Il fatto è che, quando il via libera dovrà essere aggiornato, ci si ritroverà senza ritiro blindato. La speranza è che all’inizio di giugno la curva dei contagi si sia talmente abbassata da poter prendere in considerazione un’organizzazione meno invasiva.

Nella serata di ieri, ANSA aveva già svelato che – secondo indicazioni del CTS – le squadre di calcio devono essere sottoposte a una quarantena generalizzata di 14 giorni, in caso di una positività al Coronavirus durante gli allenamenti collettivi che riprenderanno il 18 di maggio.

Tra le altre puntualizzazioni, il Comitato Tecnico Scientifico sottolinea che le e misure previste dal protocollo di sicurezza per la ripresa degli allenamenti di gruppo del calcio sono sotto la diretta responsabilità del medico sociale.

I dubbi, spiega inoltre La Gazzetta dello Sport, riguardano anche «la realizzazione dei test molecolari sulle persone interessate alla ripresa degli allenamenti di squadra», che «non deve minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese».

In pratica, l’esame sui tamponi non dovrà sottrarre i reagenti ai bisogni della collettività. Questa fase, però, pur con diversi problemi (soprattutto per le quattro squadre lombarde), sembra già superata. Le parole del CTS sull’argomento lasciano pensare che il nuovo protocollo punterà più sui test sierologici che sui tamponi, come prevedeva il primo documento della FIGC.