(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

La trattativa per la Roma tra l’attuale proprietario, James Pallotta, e l’acquirente numero uno, Dan Friedkin, si è parecchio raffreddata in seguito alla pandemia e alla crisi economica da questa causata. L’offerta per l’acquisto della società è scesa di parecchio dai circa 700 milioni di partenza (debiti compresi).

Così, mentre la vera trattativa è in stand-by, sottotraccia girano informalmente posizioni diverse: una forbice tra 650 e 550 milioni accontenterebbe (in misura diversa) James Pallotta e la maggior parte del patto di sindacato che controlla la Roma (e che vorrebbe uscirne); fare proposte più al ribasso (non impossibili) avrebbe l’ effetto invece di affondare tutto. Scenario, peraltro, non da escludere. Per questo il presidente si è mosso da tempo per correre ai ripari, come riporta la Gazzetta dello Sport.

Data questa frenata, e valutando anche la possibilità di rimandare la cessione a tempi migliori, Pallotta si muove verso altri mercati dove è possibile fare affari per incrementare la redditività della società. La banca d’ affari che cura il dossier Roma, Goldman Sachs, sta operando non solo attraverso le sedi statunitensi, sfruttando peraltro le entrature nel mondo finanziario dello stesso Pallotta, ma anche lavorando su Londra, vero ponte con il Medio e l’Estremo Oriente. Insomma, il presidente della società giallorossa è alla ricerca di nuove fonti di ricavo, nuovi mercati dove generare degli utili per il club.

D’altronde la questione stadio non aiuta. Lo stallo nel processo per la costruzione del nuovo impianto, che dovrebbe sorgere nell’area di Tor di Valle, di sicuro non facilita le operazioni per la cessione della Roma. Il congelamento della trattativa col magnate ceco Vitek potrebbe però essere solo temporanea. Fonti ceche, infatti, assicurano che Vitek vuole solo prendere tempo, e forse spuntare un prezzo migliore.