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Henrikh Mkhitaryan ed Edin Dzeko (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

In attesa di capire se la Serie A potrà riprendere, i club si stanno organizzando per gli allenamenti individuali, che dovranno inevitabilmente essere svolti nel rispetto delle normative di sicurezza necessarie per prevenire eventuali ulteriori contagi da Coronavirus. Pochi giorni fa la Roma non aveva mancato di ringraziare la Regione Lazio per il via libera, arrivato in anticipo rispetto a quello del governo. I giocatori giallorossi tornano a Trigoria nella giornata di oggi e saranno chiamati a seguire abitudini diverse rispetto a quelle di poche settimane, ma sulla base di un protocollo pensato per rendere tutti più sicuri.

A svelare alcuni dettagli ci ha pensato Manolo Zubiria, Chief Global Sporting Officer: “Ci siamo confrontati con gli esperti del Campus Biomedico, per avere quante più informazioni possibili sulle modalità di gestione della prevenzione al Covid-19 -e per capire come attuarle anche nel nostro centro sportivo – ha detto il dirigente -. Abbiamo quindi stilato un protocollo molto dettagliato che è stato anche sottoposto alla Regione Lazio”.

Le novità coinvolgeranno ogni aspetto, sin dall’ingresso nel centro sportivo: “Sono stati predisposti tre gazebo per la misurazione della temperatura e dell’ossimetria alla quale sarà sottoposta ogni persona appena entrerà e uno sarà dedicato solo a squadra e staff tecnico – prosegue -. In questi primi giorni abbiamo iniziato con le visite mediche, senza incrociare mai i calciatori tra loro. C’è stata una presenza molto ridotta a Trigoria, anche mister Fonseca è rimasto a casa fino a oggi, mentre da domani sarà uno dello staff che seguirà i ragazzi sul campo. In generale, l’ingresso a Trigoria sarà consentito solo alle persone strettamente necessarie”.

Nessun aspetto è stato trascurato, nemmeno per quanto riguarda il lavoro dei calciatori, che rivedranno il campo a distanza di settimane: ““Li abbiamo divisi in gruppi, che si alterneranno in tre turni nel corso della mattinata. Su ogni campo ci saranno solo quattro calciatori e un membro dello staff tecnico, con un medico e un fisioterapista che saranno a disposizione in caso di necessità, oltre a un portiere che farà un lavoro specifico. Ci saranno più di 10 metri di distanza tra ogni calciatore. Il lavoro sarà prevalentemente atletico o individuale con il pallone al piede per riprendere il contatto. Lo staff presente in campo indosserà la mascherina”.

Zubiria ha rivelato anche la programmazione pensata per ogni componente della rosa: “I giocatori dovranno arrivare con la mascherina, che manterranno fino all’inizio della seduta di lavoro. Misureranno la febbre e l’ossimetria e saranno sottoposti a un questionario di triage anti Covid. Dopodiché saliranno in stanza, dove troveranno il loro cambio nella camera singola e andranno direttamente sul terreno da gioco, mentre lo spogliatoio e altre aree comuni resteranno chiuse. Troveranno a bordocampo gli scarpini e tutto il necessario per l’idratazione durante l’allenamento. Al termine della sessione, usciranno dal campo uno alla volta e torneranno in camera dove si faranno la doccia, dopo aver inserito il materiale che hanno utilizzato nel corso della sessione in una busta che dovranno sigillare”.

Non sono previsti allarmi nemmeno se la temperatura di un giocatore dovesse rivelarsi elevata. La situazione dovrà infatti essere valutata sulla base del caso: “Se ci troviamo davanti a quella che può sembrare una semplice alterazione legata all’eccessivo caldo, il calciatore verrà messo in una stanza isolata e gli verrà misurata dieci minuti dopo la febbre per una seconda volta. Se si dovesse verificare una temperatura superiore a 37.5, verrà inviato a casa e le sue condizioni saranno seguite a distanza dal nostro staff medico che si atterrà alle linee guida del Ministero della Salute”.

Anche un momento classico come la doccia dovrà avvenire in modo differente, ma diverso anche sarà l’approccio ad alcune aree di Trigoria: “Dopo la doccia andranno subito a casa, dopo aver ritirato un sacchetto con il pranzo che faremo trovare davanti alla porta di ogni stanza. Non si potrà più fare colazione insieme, né pranzo. In questo periodo, ciascuno farà la colazione a casa propria e il pranzo lo forniremo in un contenitore che è preparato dal nostro nutrizionista, a seconda delle esigenze del singolo giocatore. Gli spazi comuni saranno sfruttati. Il bar è chiuso e lo stesso vale per lo spogliatoio. La palestra verrà allestita all’aperto ed è lì che il singolo calciatore potrà fare un minimo di esercizio in tal senso, dove verrà ugualmente rispettato il distanziamento e il divieto di assembramento. E i magazzinieri consegneranno il materiale all’aperto, con postazioni di lavoro sotto a un gazebo” – ha concluso il dirigente.