MotoGp, la Ducati tratta per il taglio stipendi

La MotoGP spera di poter tornare in pista con le prime gare nel mese di luglio, ma intanto le Case impegnate nel massimo campionato di motociclismo sono costrette a fronteggiare…

Ducati 2020 presentazione

La MotoGP spera di poter tornare in pista con le prime gare nel mese di luglio, ma intanto le Case impegnate nel massimo campionato di motociclismo sono costrette a fronteggiare la crisi economica causata dall’emergenza sanitaria.

Una crisi che non preoccupa le Case giapponesi, come sottolineato da La Gazzetta dello Sport. I vertici di Honda, Suzuki e Yamaha hanno infatti garantito sia dipendenti che ai collaboratori esterni, legati da contratti annuali o biennali (ingegneri di pista, meccanici e logistici), che gli stipendi saranno pagati per tutta la stagione senza decurtazioni.

Lucio Cecchinello, titolare del team clienti Honda a suo nome, ha attinto per alcuni giorni alla cassa integrazione per i dipendenti. Per quanto riguarda i collaboratori esterni è previsto un taglio del 25% dell’ingaggio. Verrà garantito un salario non più sugli undici mesi della stagione standard ma bensì sui sette che effettivamente vedranno impegnati i collaboratori.

Per quanto riguarda i team europei la situazione che si presenta è più problematica. Per quanto riguarda Aprilia si è ricorso allo smaltimento delle ferie, all’uso di congedi parentali e un minimo di cassa integrazione a rotazione per impattare il minimo indispensabile sui bilanci economici delle famiglie. Per gli esterni si è trattato per una riduzione che potrebbe arrivare fino a circa il 25% del compenso.

Alla Ducati, invece, non è ancora stato raggiunto un accordo. Si sta iniziando ad affrontare l’argomento con i piloti, mentre con gli esterni (gran parte di ingegneri e meccanici in forza al team) si sta cercando un accordo accettabile per le parti. Più definita la situazione in Pramac, dove si punta a garantire quanto previsto dagli accordi.

Infine alla Ktm si è invece provveduto a un taglio generalizzato che ha toccato tutti, piloti, manager, ingegneri, meccanici e fornitori, con una riduzione di ingaggi e stipendi che oscilla tra il 20 e il 30 per cento.