Vincenzo Spadafora, ministro dello sport (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, è intervenuto questa mattina a Omnibus, programma in onda su La7. Il ministro ha parlato dello scetticismo del Governo a proposito della ripresa del campionato nella stagione 2019/20.

«Io vedo il sentiero per la ripresa della Serie A sempre più stretto, sinceramente, ma la ripresa degli allenamenti sarebbe comunque un segnale importante perchè i calciatori sono ormai fermi da molte settimane», ha spiegato.

«Così lasciamo tutti nell’incertezza? Se non si vuole questo, si può seguire la stessa strada di Olanda e Francia fermando il calcio. Le decisioni che stanno prendendo gli altri Paesi potrebbero indurre anche l’Italia a seguire una linea che a quel punto diventa una linea europea», ha aggiunto a proposito dello stop di alcuni tornei.

«Sono in corso i contatti tra il Comitato tecnico-scientifico e la FIGC – ha proseguito –, che aveva presentato il protocollo per la ripresa degli allenamenti. Proprio oggi e domani si svolgeranno una serie di audizioni e a quel punto si capirà: io ho sempre detto che la ripresa degli allenamenti non significasse la ripresa dei campionati».

«Sono convinto che al massimo entro questa settimana il Cts ci dirà se il protocollo è attuabile o meno e questo ci consentirà, nel giro di tre giorni, di potere dire alla Lega di Serie A se è possibile riprendere gli allenamenti il 18 maggio. Per sapere invece se il campionato riprenderà il 15 giugno è inutile fare pressioni sul Governo: lo decideremo quando il Comitato ci darà la curva di tutti i dati», ha detto il ministro.

«Inizio a percepire che nei prossimi giorni potremmo avere una sorpresa e magari potrebbe essere la maggioranza dei presidenti delle società di serie A a chiederci di sospendere e di prepararsi invece nel migliore dei modi al prossimo campionato», ha ipotizzato Spadafora.

«Io non cerco il rischio zero, perchè purtroppo non possiamo averlo come Paese. Io ho solo chiesto al Comitato tecnico-scientifico se il protocollo proposto dalla Figc fosse attuabile», ha aggiunto ancora il ministro.

«Per esempio, siamo sicuri che sia possibile fare tamponi per tutti i calciatori? Anche per chi come la serie B o la Lega Pro non ha le stesse risorse? Io sarei un folle a demonizzare il calcio, perchè l’anno prossimo non ci sarebbero risorse per finanziare lo sport, ma bisogna fare dei passi avanti. Non bisogna avere la fretta per far ricominciare i campionati: la metà di giugno è un tempo così lungo che non possiamo avere la certezza».

Secondo Spadafora «oggi si sta pensando solo alla questione economica e a salvare solo alcune società. Il mio dovere è anche questo, ma devo pensare alla sicurezza: e se non ci sarà sicurezza il campionato dovrà fermarsi», ha concluso.

2 COMMENTI

  1. Spadafora è un cialtrone. Cita l’esempio della Francia ma non quello della Germania e della Spagna dove l’epidemia è peggiore che in Italia. Se metti gli incompetenti(cosa cavolo centra il n1 dell’Unicef in Italia con lo sport?) come ministri questo succede. Capitolo 2. Redazione secondo voi alla Juve finanziariamente converebbe non proseguire il campionato o farlo? Anche in questo caso i grandi giornali e i grandi siti juventini hanno fallato non parlando del problema e della situazione come per quanto riguarda l’effettiva bontà o meno della gestione della Juve da parte di Agnelli non andando a vedere i numeri e dati reali. La Juve se non proseguisse il campionato perderebbe 1/3 circa dei 100 milioni di diritti tv garantiti. Quindi circa 38 milioni. Però la Juve risparmierebbe 80 milioni di stipendi fino al 31 Giugno. Ecco Lotito se ne faccia una ragione sul fatto che Agnelli non spinga :). Redazione ho fatto bene i conti?