ciclismo in diretta
Giro d'Italia (Photo Luca Bettini/AFP/Getty Images)

Quella che inizia oggi sarà una settimana cruciale per capire come sarà il 2020 del ciclismo professionistico.

Secondo il Corriere della Sera, tra mercoledì o giovedì infatti, la Uci, la federazione internazionale dell due ruote, dovrebbe dare forma definitiva al calendario della ripresa. Al momento l’unica certezza è che il Tour de France dovrebbe partire il 29 agosto e terminare e terminare il 20 settembre.

In questo quadro va ricordato che da settimana prossima in molte nazioni (inclusa l’Italia) darà possibile l’attività sportiva a livello individuale e quindi allenarsi con una certa libertà. Dopo il grido liberatorio dei giorni scorsi («Siamo come bestie con un guinzaglio sempre più corto al collo»), il commissario tecnico della nazionale Davide Cassani  ha precisato ieri il suo punto di vista: «I dati sull’epidemia migliorano, noi ciclisti siamo responsabili: ci siamo fermati per primi, ora seguiremo le regole della ripartenza. Avremo sempre la mascherina in tasca per le soste durante gli allenamenti e manterremo 20/30 metri da chi ci precede».

Il calendario però presenta ancora molti nodi da sciogliere. L’attività agonistica formalmente dovrebbe riprendere il 1° agosto, con tre mesi concessi agli atleti per prepararsi. Prima del Tour ci sono da collocare una quindicina di giorni di gare. Il programma del Mondiale in Svizzera (20-27 settembre) forse andrà aggiustato, gli Europei di Trento dovrebbero saltare, durante Giro e Vuelta (a ottobre) si disputeranno alcune grandi classiche.

“Se si potrà correre il Giro d’Italia di ciclismo? Spero di sì, magari nel mese di ottobre come stanno immaginando gli organizzatori”, ha dichiarato ieri ser il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora in collegamento con la trasmissione “Che tempo che fa” su Rai 2.

Al problema sanitario si aggiunge quello economico: alcune squadre (tra queste la Ccc di Van Avermaet e Matteo Trentin) si sono viste tagliare i fondi dagli sponsor.