Collina gudizio VAR
Pierluigi Collina (Cesare Purini / Insidefoto)

L’utilizzo del VAR è ormai diventato consolidato nel nostro campionato e non solo e ha portato a ridurre, anche se non del tutto, le polemiche, legate alle decisioni degli arbitri. Anche Pierluigi Collina, uno che vanta una lunghissima esperienza sul campo, riesce a intravedere quanto di positivo possa avere introdotto l’utilizzo della tecnologia: “Fino a qui la valutazione è positiva. I pro sono più dei contro. Poi come sempre accade più le cose vanno meglio, più si alza l’asticella. L’obiettivo è quello di fare sempre meglio” – ha detto l’ex arbitro, ai microfoni di Tutti Convocati, trasmissione di Radio24 con Giovanni Capuano e Pierluigi Pardo.

Collina si dice inoltre positivo sui cambiamenti in atto e quelli della passata stagione: “Venivamo da una stagione di cambiamenti. Quest’anno ci siamo focalizzati sul rifinire alcuni di questi cambiamenti su base dell’esperienza di meta’ stagione”

L’ex numero uno degli arbitri italiani spiega: “Il fallo di mano per essere punibile doveva essere un gesto volontario. Nella pratica però venivano puniti anche gesti involontari. Abbiamo codificato che la volontarietà è solo uno dei criteri, insieme ad altri. Per l’attaccante abbiamo ritenuto che un gol conseguito da un contatto anche involontario con il braccio sia comunque da annullare – ha detto -. Il Var sembra essere sempre esistito. La prima volta che ne parlai era il novembre del 2014. In pochi anni siamo passati da un’idea a qualcosa che si utilizza nei più importanti campionati. Il VAR è  una tecnologia a servizio dell’uomo e l’uomo è per definizione fallibile. Dopo di che dipende dalle diverse culture quanto un errore sia accettabile o meno”.

Sulle perdite di tempo, spiega Collina: “Oggi si sa che se un medico o massaggiatore entra in campo viene recuperato quel tempo. Il minutaggio effettivo è una cosa di cui si discute spesso nell’IFAB, però cambierebbe e molto anche le logiche di chi trasmette una partita di calcio. Come Fifa abbiamo cercato di aumentare i minuti di recupero all’interno di un match. Il Mondiale del 2018 ha rappresentato la svolta, visto che siamo passati da tre a sei minuti di recupero di media. Abbiamo parlato nello specifico anche del tempo effettivo, ma già ora direi che non siamo lontani dai 60 minuti di tempo effettivo a partita”.