(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

È ormai chiaro a tutti il legame strettissimo che intercorre tra il mondo del calcio e quello dei giochi online. Non a caso sono tanti i calciatori che amano confrontarsi con i giochi online, sfruttando magari anche i famosi bonus free spin, e giocando ai tanti titoli presenti sul web. Ma se da un lato è una passione che coinvolge non soltanto i calciatori, c’è da dire che gli operatori di gioco online sono un importante introito, dal punto di vista delle sponsorizzazioni, per le squadre di calcio. Lo è per l’estero, non più per l’Italia ormai.

La situazione in Italia

La lotta al gioco, da sempre una delle battaglie del Movimento 5 Stelle, ha trovato spazio nell’articolo 9 del Decreto Dignità per il “rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto alla ludopatia”. Nel testo è previsto il divieto “di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

Dal 1° gennaio 2019 il divieto si applica anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità, ai sensi del presente articolo, è vietata. Sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita”, come la Lotteria Italia.

In Premier League sono ben 9 le squadre sponsorizzate da società operanti nel settore dei giochi e delle scommesse. A farne le spese sono stati gli sponsor di società di elettronica, informatica (dal 2000) e di birre. I bookmakers, per avere una maggiore visibilità, attualmente versano in Inghilterra un totale di 100 milioni di euro: 48 investiti solo nella Premier League ed i restanti investiti nelle serie minori.

I campioni che amano i giochi online

Sono tanti, come detto, i calciatori che amano il mondo del gioco online. Tra i calciatori professionisti troviamo sempre più frequenti casi di appassionati al gioco d’azzardo e in particolare al poker sportivo. In passato abbiamo visto campioni del calibro di Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus e della Nazionale, così come il caso di Ramos Colillas, che è stato un calciatore di belle speranze, con il sogno di giocare nelle fila del Barcellona, interrotto da un brutto infortunio. Colillas si è quindi dovuto reinventare una carriera nel circuito del poker, con una certa fortuna e una fama che ormai cresce di anno in anno.

Gioco online esports

Ma la connessione tra calcio e giochi online non finisce qui. Sono tanti i club europei, comprese le big italiane, che hanno creato dei veri e propri team che giocano per la propria squadra. Le prime società ad aver colto l’occasione degli eSports sono state Barcellona e Schalke 04, che però non si sono affatto fermate al calcio: i loro progetti esportivi hanno infatti coinvolto anche team di League of Legends o Rocket League, videogiochi tra i più popolari nel panorama mondiale. In Italia, invece, sono state Sampdoria, Empoli e Genoa ad aprire la strada degli eSports. E con il tempo si sono aggiunte le altre.

Per quanto riguarda la eSerieA, ad esempio, le uniche squadre che non parteciperanno al campionato sono Napoli e Brescia. Tutte le restanti, con progetti diversi tra loro, saranno invece presenti. A cominciare dai campioni d’Italia in carica: la Juventus ha infatti chiuso una partnership con Konami, per cui parteciperà alla eSerieA solamente su PES e non su FIFA. I bianconeri sono entrati nel mondo degli eSports ‘acquistando’ il vice campione del mondo Ettore Giannuzzi, insieme a Renzo Lo Deserto e Luca Tubelli. La società torinese partecipa anche alla eFootball Pro, competizione per club organizzata da Gerard Piqué.

Progetto interessante anche per l’Inter, che nel mese di febbraio ha chiuso la partnership con QLASH, uno dei team eSports più importanti d’Italia. A rappresentare i nerazzurri come influencer e frontman sul piano della comunicazione ci sarà Nicolò Mirra, videogiocatore appunto del team QLASH e tra i più seguiti nel panorama di FIFA. La Roma punta invece su un progetto ancora più internazionale attraverso l’accordo con Fnatic, una delle organizzazioni eSports più conosciute al mondo con sede a Londra. Anche l’Atalanta è di recente entrata nel mondo degli sport elettronici, grazie a una collaborazione con AK Informatica. Il team dei bergamaschi potrà inoltre contare sull’utilizzo di un eSports Palace, sede dove i videogiocatori avranno la possibilità di allenarsi.