(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

“Giocare indossando la mascherina per me è una possibilità da prendere in considerazione. Consentirebbe la ripresa dell’attività calcistica, anche qui in Belgio”. A dirlo, intervistato da ‘Le Soir’, è uno dei virologi più stimati del paese, Marc Van Ranst, professore all’Università di Leuven e anche esperto consultato dalla federcalcio belga. “Certamente non sto parlando di quelle da chirurgo – aggiunge, come riporta l’Ansa -, che sono totalmente inadatte. Ma in commercio, anche online, ce ne sono di altre, come quelle anti-inquinamento che possono essere usate da giocatori di football americano e ciclisti. Quelle sono comode, e andrebbero bene”.

Il Belgio è stato il primo paese a dichiarare conclusa, senza assegnare titoli, la stagione calcistica ‘domestica’, ma le reazioni dell’opinione pubblica e dell’Uefa, che ha minacciato di escludere dalle coppe i club del paese, potrebbero portare a un ripensamento. Una decisione definitiva sarà presa in una riunione in programma la prossima settimana

Intanto arriva il consiglio del professor Van Ranst, che dice di fare come in Nicaragua, uno dei pochi paesi dove il calcio non si è fermato (gli altri sono Bielorussia, Burundi, Tagikistan e, da domenica, Turkmenistan, dove ricomincia il campionato), e in cui in alcune partite della massima serie i calciatori hanno giocato con mascherine e guanti di lattice. In Brasile, invece, quando ancora si giocava, quelli del Gremio e del Vasco da Gama sono entrati in campo con le mascherine per protesta, chiedendo che l’attività si fermasse, ma poi per la partita se le sono tolte.