finale Coppa Italia Primavera rinviata
(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

“Sulla ripresa del campionato, oggi c’è lockdown totale, come si può pensare alla riapertura del campionato ora? E’ chiaro che se in qualche modo si pensa di riaprire, allora verrà valutato e si applicheranno protocolli di sicurezza sanitaria”. Ai microfoni di “Punto nuovo sport show” su Radio Punto Nuovo il professor Gianni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico ribadisce la sua idea sulla possibile ripartenza dei campionati di calcio.

“Molto dipenderà anche da ciò che verrà deciso a livello europeo – ha aggiunto – penso alle coppe europee. Abbiamo vissuto momenti drammatici in alcune parti d’Italia. E’ chiaro che la politica, l’economia, hanno le proprie esigenze, non si può avere un lockdown totale per oltre due mesi perché altrimenti industrie e famiglie non sopravviverebbero. Sulla base di ciò che ci dicono i tecnici, allora si può andare verso una riapertura graduale. E’ ovvio che se molliamo troppo, torniamo punto e a capo. Bisognerà comunque convivere con la prospettiva che da un momento all’altro potrebbe esserci una riemergenza sanitaria”.

“Sul riprendere a giocare in sicurezza è un discorso diverso – ha proseguito Rezza – si possono applicare protocolli per ridurre il rischio di contagio. Un metro di distanza e mascherina possono funzionare, la mascherina chirurgica non dà una protezione massima, ma fa sì che le goccioline di saliva restano nella mascherina. In questo modo si riduce il rischio di trasmettere ad un’altra persona”. “In questo momento non si può pensare a partite che si svolgano con assembramenti, e partite a porte chiuse hanno un punto interrogativo perché c’è un lockdown. Ovviamente si pensa ad una fase 2, quindi alla riapertura di determinate attività, come quelle produttive. Non le decido io certe cose, ma qualora il Governo decidesse di riaprire anche alcune attività ricreative, come quelle sportive, allora l’importante è che si facciano con la massima sicurezza. La decisione spetta alla politica, grazie alla consulenza del comitato scientifico”. “Il calcio è un settore sportivo tra i più ricchi e la gente è molto interessata – ha proseguito – nel momento in cui si è chiuso il campionato, ognuno di noi si è sentito smarrito. Però vorrei ricordare di Atalanta-Valencia che ci sono stati episodi che hanno drammatizzato la situazione, perciò parlo di massima sicurezza possibile per minimizzare i rischi. Ripeto, la mia è stata una semplice battuta e poi ho espresso il mio parere. Se allora mi chiedessero cosa fare io al Governo, direi di riprendere con sicurezza”.