Centri fitness e salute Coronavirus
(Photo by Hagen Hopkins/Getty Images)

Attraverso un comunicato stampa, gli operatori del settore Fitness per lo Sport e la Salute hanno voluto richiamare l’attenzione dei ministri e del Presidente del Consiglio, sull’urgenza di fornire risposte concrete e forti al settore del fitness e del wellnes, a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Un settore che coinvolge 20 milioni di italiani – con oltre 5 milioni di bambini –, che dà lavoro a 120 mila persone e con un giro d’affari per 12 miliardi di euro all’anno e che è stato duramente colpito dalla chiusura dei centri in tutta Italia.

La nota sottolinea l’importante impatto economico e sociale del settore, ricordando – come sottolineato dall’Oms – che «l’esercizio fisico è un potente farmaco efficace contro le malattie croniche, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo. La palestra è soprattutto un investimento in salute: star bene conviene. Alle persone, allo Stato, alle imprese».

«La totale chiusura di palestre e centri fitness, dal punto di vista sociale, non consente di raggiungere tali obiettivi e, dal punto di vista economico, sta mettendo in ginocchio l’intero settore». Per questo motivo, gli operatori hanno pensato a una serie di proposte:

  • Istituzione di un Comitato tecnico congiunto con il Ministero della Salute per definire insieme le regole che ci consentano di riaprire nei tempi più brevi possibili, mettendo sempre al centro la sicurezza e la salute delle persone;
  • Rendere detraibili in Dichiarazione dei redditi le spese per l’attività fisica da parte di tutti, senza limiti d’età e di spesa;
  • Estendere e potenziare, fino al momento della riapertura dei centri, gli ammortizzatori sociali per i collaboratori delle nostre aziende in ogni forma: dipendenti, partite IVA, contratti sportivi;
  • Estendere al nostro settore finanziamenti a fondo perduto e/o a tassi 0 con ammortamento a 10 anni per permettere, nonostante la crisi di liquidità, gli investimenti in formazione dei collaboratori, in innovazione tecnologica e consulenza;
  • Estendere il credito d’imposta sulle locazioni immobiliari anche alla categoria catastale D6 e D8.

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