(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

La Serie A potrebbe ripartire senza Var, per questione di sicurezza. Lo ha detto il presidente dell’Aia Marcello Nicchi, durante la Domenica Sportiva su Raidue.

“Ripartire senza Var? Potrebbe essere una delle cose che ci costringono a dover fare. Oggi per il VAR in alcuni casi si usano ambienti angusti, in furgoni, dove l’arbitro var dovrebbe andare in uno spazio di due metri quadri, con sono operatori che lavorano vicini ad altri e non si può sapere chi ha frequentato chi senza distanze di sicurezze. Si corre il rischio che non ci siano le dovute distanze di sicurezza. Io mi auguro che la cosa non accada, ma potrebbe anche sorgere questo rischio, spero ci diano spazi sanificati. Se non si dovesse ripartire con il VAR sarebbe perché siamo alle prese con un’emergenza sanitaria”, le parole di Nicchi.

“Sono deluso, il problema arbitrale è passato in secondo piano. Abbiamo voluto aprire finestra su quello che sta accadendo. Ora ci sono solo da fare pochi proclami. Sento parlare come se il campionato dovesse ricominciare domani, ma non ho sentito alcuna proposta seria riguardo a tutela della classe arbitrale. Gli arbitri sono pronti, rispettano le disposizioni, stanno lavorando in videoconferenza con gli organi tecnici, stanno lavorando atleticamente indoor, ma prima di passare ad una fase due bisognerà preoccuparsi”.

“Gli arbitri sono quelli più a rischio per una ripartenza senza le dovute precauzioni: si muovono da soli con treni e aerei, frequentando aeroporti e stazioni. Bisognerà ponderare bene, non possiamo mandare gli arbitri allo sbaraglio in un momento in cui non ci sono le condizioni per una ripartenza. Se ripartiamo, chiederò di sapere quali sono le garanzie offerte. Una cosa è mettere in sicurezza la Serie A e una cosa è mettere in sicurezza una squadra del mondo dilettantistico. Lavoriamo per essere pronti. Ci sono tante cose da valutare attentamente. Ripartire è quello che auspichiamo tutti, ma l’obiettivo è non mettere a rischio nessuno. Per giocare ci vorranno arbitri con le massime tutele”.