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(insidefoto.com)

Ieri è giunta la notizia che il cda della Jupiter League ha chiesto all’Assemblea Generale di terminare la stagione e di confermare la classifica attuale, nominando così il Bruges campione del Belgio per la stagione 2019-20. È la prima lega chi fa questo passo in seguito alla pandemia causata da COVID-19. E potrebbe non essere l’ultima.

La sospensione della competizione è una delle possibilità sul tavolo anche della Liga, come riporta Marca. È lo scenario meno auspicato perché tutti gli addetti ai lavori vogliono portare a termine il campionato giocando le restanti 11 giornate, ma al momento nessuna decisione è ancora stata presa su come verrà risolta la competizione sospesa qualche settimana fa, anche perché molto dipende dall’evoluzione che avrà il virus in Spagna.

La UEFA ha pubblicato le date di giugno in modo da poter completare le competizioni nazionali, ma non vi è ancora alcuna garanzia che queste riprendano. Se questo scenario si realizzasse  il Barcellona verrebbe eletto campione di Spagna. Il club catalano aggiungerebbe un nuovo titolo alla sua vetrina, ma il successo sportivo avrebbe un effetto negativo per le casse della società. Per questo motivo anche il club blaugrana vuole porre fine alla competizione. In primo luogo perché una vittoria sul campo sarebbe molto più gratificante che ottenere il premio a tavolino; in secondo luogo perché non andrebbe a peggiorare una situazione già complicata dal punto di vista finanziario.

Se la competizione non dovesse riprendere, o riprendesse a porte chiuse, il club perderebbe le entrate derivanti dalla vendita di biglietti per le partite casalinghe, da cui il Barca ricava una media di 3,3 milioni a partita, per una perdita complessiva di circa 16,5 milioni per i restanti match da disputare al Camp Nou di questa stagione della Liga.

Andrebbero perse anche tutte le entrate che dovevano arrivare dai diritti tv per le cinque partite casalinghe rimaste. Finora, il club ha già ricevuto l’85% del totale per questi diritti, ma ne mancano circa 25 milioni.

A questi due concetti sarebbe necessario aggiungerne un terzo, ovvero quello relativo ai bonus nei contratti dei calciatori per la vittoria del titolo che comporterebbero un ulteriore uscita dalle casse della società. L’ammontare complessivo di questi premi è di circa 20 milioni e sarebbero da versare in ogni caso ai giocatori nonostante la riduzione degli stipendi del 70%, poiché questa riguarda esclusivamente la parte fissa e non i premi.