Sponsor, che succede se la stagione non finisce? L'opinione di Osborne Clarke

In caso di sospensione definitiva del campionato di Serie A, le aziende che hanno sottoscritto contratti di sponsorizzazione con i club possono avere diritto a uno sconto sull’importo complessivo della…

osborne clarke

In caso di sospensione definitiva del campionato di Serie A, le aziende che hanno sottoscritto contratti di sponsorizzazione con i club possono avere diritto a uno sconto sull’importo complessivo della sponsorizzazione vista la minore visibilità garantita dall’interruzione della stagione?

Calcio e Finanza lo ha chiesto agli avvocati di Osborne Clarke, studio legale internazionale che, grazie anche all’ingresso tra i partner di Pier Filippo Capello e Andrea Bozza, è ormai da qualche anno uno degli studi più attivi nel campo dello sport business (tra le operazioni seguite di recente i passaggi di Lukaku e Moses all’Inter, l’accordo di testimonial di Bobo Vieri per Gillette).

Sconto dei club sui pagamenti degli sponsor, l’opinione di Osborne Clarke

E’ difficile immaginare come, per prassi generale, i contratti per lo sfruttamento promo-pubblicitario dell’immagine di un club o di un atleta in favore di un brand (attraverso un rapporto di sponsorizzazione o di testimonial) possano oggi contemplare un riferimento tanto ad un rischio-pandemia quanto alle conseguenze di una ipotetica chiusura anticipata di un campionato.

A livello domestico, le risposte si trovano nella disciplina e nei principi generali dettati dal nostro codice civile. In particolare, per i contratti a prestazioni corrispettive, quali tipicamente i contratti di sponsorizzazione, il combinato disposto degli artt. 1218, 1256, 1463 e 2033 del codice civile determina che il debitore (poniamo il club obbligato ad esibire il logo dello sponsor in occasione dell’evento sportivo) è liberato dalla prestazione se questa è divenuta impossibile per forza maggiore, vale a dire anche a fronte di un c.d. factum principis in alcun modo ascrivibile alla volontà dell’obbligato, quale l’eventuale ordine di un’autorità o la decisione di Lega/FIGC di chiudere anticipatamente il campionato.

A corredo di tale principio, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione non potrebbe chiedere la controprestazione (poniamo il pagamento della sponsorship fee residua), e dovrebbe restituire pro rata quella che abbia già ricevuta (nel caso la fee sia stata già corrisposta per tutta la stagione), secondo la disciplina relativa alla ripetizione dell’indebito.

Nuovamente, se sul piano formalistico ed astratto i rimedi sono già previsti dal nostro diritto interno, dal punto di vista pratico e “pro-attivo” si ripropone la possibilità che la minor visibilità ottenuta nella stagione corrente si trasformi in un tema di leva per la negoziazione in buona fede di un rinnovo o della rimodulazione delle prestazioni riferite alla stagione successiva, sempre ove possibile.

***

[Alla riposte dello studio Osborne Clarke alle domande di Calcio e Finanza hanno contribuito gli avvocati Andrea Bozza, Pierfilippo Capello, Riccardo Roversi, Federico Banti, Federico Ferrara, Angelo Molinaro e Stefano Lava].