Gabbiadini Coronavirus
Manolo Gabbiadini, attaccante della Sampdoria (Photo Daniele Buffa / Image / Insidefoto)

Anche la Serie A ha conosciuto in queste settimane il Coronavirus, anche se fortunatamente per nessuno dei calciatori è stato necessario il ricovero. Tra i positivi c’è Manolo Gabbiadini, che è stato il secondo giocatore del nostro campionato dopo Daniele Rugani della Juventus ad avere contratto il virus, oltre che il Sampdoria, una delle società più colpite da questa malattia.

Per l’attaccante il periodo vissuto non è certo semplice, non solo per la paura che i sintomi potessero peggiorare, ma anche perché lui è originario di Bergamo, la città più toccata da questa emergenza.

Ora il peggio per lui sembra essere passato. “Sto bene, ho già ripreso ad allenarmi in casa per quello che è possibile fare. Mi sono ripreso e anche la mia famiglia sta bene” – ha detto ai microfoni di Sky Sport.

Il blucerchiato non ha mancato, attraverso i social, di fare sentire il suo appoggio alla sua sua città. “Questa tragedia mi ha colpito profondamente, così come ha colpito milioni di italiani e di persone in tutto il mondo. Ero qua a casa, pensavo soprattutto ai miei genitori che sono chiusi in casa da un mese e ho detto che bisognava fare qualcosa. Noi che abbiamo visibilità possiamo fare tanto per persone meno fortunate di noi”.

Fortunatamente il malessere per lui è stato ridotto: “La mia malattia è stata leggera, ho avuto la febbre per un giorno e una brutta tosse per 5 o 6 giorni. Quando ero a casa il dottore mi chiamava ogni giorno ed ero sempre sotto controllo. Ora sono tornato negativo, ma come da prassi devo attendere altre 24 ore per il secondo tampone che mi darà la certezza di essere guarito”.

La ripresa della quotidianità sta pian piano tornando allenamenti compresi. “Ora le forze mi sono tornate, da due settimane mi alleno con continuità. I preparatori ci seguono costantemente. Nelle prime due settimane non riuscivo ad allenarmi, ci ho provato nella seconda ma non mi sentivo in gran forma e ho cercato di evitare” – ha concluso.

 

 

 

 

 

 

 

 

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