Stamford Bridge (Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

La strada sembra ormai segnata. Il Chelsea è sempre più vicino alla decisione di lasciare lo storico Stamford Bridge, lo stadio più antico del Regno Unito (l’inaugurazione risale al 1877). Il 31 marzo, infatti, scadono le concessioni per l’ampliamento dell’impianto, ma il progetto è fermo già da tre anni a “causa di sfavorevoli condizioni economiche” ed ora il club si prepara a cambiare strategia.

La struttura, situata di fronte a Fulham Road, nel London Borough of Hammersmith and Fulham, prende probabilmente il nome dall’adiacente ponte che un tempo attraversava il Tamigi proprio in prossimità dell’area dove è sorto poi l’impianto.

L’iniziale intenzione dei Blues era quella di portare la capienza dello stadio dagli attuali 41.631 a 60.000 posti, un piano stoppato già nel luglio del 2018, quando il presidente del club londinese Roman Abramovich si era visto negare dal Governo britannico il rinnovo del visto d’ingresso. L’oligarca russo aveva rimediato acquisendo la cittadinanza israeliana, ma di certo non ha mai digerito la questione.

Adesso che i permessi per l’ampliamento dello Stamford Bridge stanno per scadere, sembra ormai sicuro che la società non deciderà di ripercorrere tutto l’iter burocratico per ottenerli nuovamente.

A certificare la situazione, un comunicato apparso nel tardo pomeriggio di ieri sul sito ufficiale del club. “Il Chelsea Football Club – si legge nello statement – è consapevole del fatto che le autorizzazioni per l’ammodernamento dello stadio scadranno il prossimo 31 marzo 2020. Siamo grati a tutti i nostri fan e alle parti interessate, in particolare all’Hammersmith and Fulham Council, per la loro pazienza e comprensione. Continueremo a considerare le nostre opzioni per la realizzazione di un nuovo stadio qualora le condizioni economiche dovessero migliorare”.

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