Olimpiadi
(Foto: Insidefoto)

Un danno da tre miliardi di dollari. Sarebbe questa la conseguenza di un’eventuale cancellazione dell’Olimpiade di Tokyo 2020. Come riporta “La Repubblica”, posticipare il via dei Giochi di alcune settimane avrebbe un impatto relativo, mentre uno stop o il rinvio di dodici mesi sarebbero un duro colpo per lo sport.

«Far saltare i Giochi creerebbe un danno complessivo da tre miliardi di dollari, perché coinvolge l’organizzazione del Comitato Olimpico Internazionale, i contratti tv, i programmi di sponsorizzazioni», spiega Thierry Sprunger, direttore finanziario del Cio dal 1994 al 2011.

«Ci sono tra le dieci e le diciotto federazioni che potrebbero fallire. Su 28 federazioni internazionali solo una decina sono indipendenti finanziariamente: calcio, tennis, basket, volley e poche altre. Per tutte le altre la maggior parte dei proventi arrivano dai Giochi Olimpici. In più, se dovesse saltare Tokyo, il Cio non potrà finanziare la diffusione dello sport in almeno 120 Paesi in via di sviluppo che dipendono dai suoi contributi».

L’unico paracadute è un’assicurazione sui Giochi, voluta nel 2002 dall’ex presidente Jacques Rogge, che chiese proprio a Thierry Spunger di trovare una soluzione per garantire il Comitato olimpico in caso di un’emergenza.

«Rogge era un medico, chissà, magari ebbe una sorta di premonizione. “Bisogna costituire qualcosa che ci permetta di sopravvivere per quattro anni se i Giochi Olimpici dovessero essere annullati”, mi disse. Allora ho contrattualizzato un’assicurazione di annullamento, con un consorzio di compagnie di riassicurazione che coinvolge Swiss Re, Munich Re e Lloyds», spiega Spunger.

Questa «garantisce una copertura di 900 milioni di dollari. Che però vale soltanto in caso di annullamento dell’Olimpiade o di interruzione durante lo svolgimento. In più il Cio ha una fondazione che funziona da salvadanaio: ogni anno si prova a risparmiare per creare un fondo di auto assicurazione. Così sopravviverebbe fino a Parigi 2024. Ma non potrebbe salvare tutte le federazioni che con i contributi del Cio si alimentano», aggiunge.

La differenza con il calcio In ogni caso l’assicurazione non copre lo slittamento dei Giochi al 2021. Il presidente del Cio Thomas Bach però prende tempo. Perché spostare di un anno un’Olimpiade è un’operazione complessa, persino più che spostare un Mondiale di calcio.