Tebas Superlega Agnelli
(Photo by Wang He/Getty Images)

Anche la Spagna è bloccata dall’emergenza Coronavirus. Sul tema è intervenuto il presidente della Liga, Javier Tebas, che – intervistato da “Marca” – ha parlato della pandemia, a cominciare dai contagi nell’ambito del calcio professionistico.

«Stiamo avendo più contagi perché siamo su una curva ascendente e così sarà per almeno altre due settimane. Non siamo diversi dal resto della società. Tuttavia, dobbiamo pensare che un calciatore non è a rischio per gli allenamenti, a parte rari casi in cui ha avuto una malattia cronica o qualcosa di questo tipo», ha spiegato Tebas.

A proposito della ripresa dei tornei, Tebas ha aggiunto che il piano «è quello di poter riprendere tutti i campionati europei a metà maggio. Tutti loro. Dipenderà dall’evoluzione della pandemia. Potrebbe essere prima, ma questa è la data che abbiamo in mente per poter riprendere».

Sulla possibilità di proseguire con partite a porte chiuse: «Dipende dalle autorità sanitarie di ogni Paese. Prepareremo calendari per più di 30 competizioni. Deve essere fatto insieme».

Su eventuali modifiche dell’attuale o della prossima stagione: «Non vogliamo cambiare nessuna stagione. Non abbiamo programmi per quello. In questa situazione, stiamo gestendo gli scenari a breve termine. Se non riusciamo a risolvere nel breve termine, avremo più tempo per affrontare il lungo termine. Non l’abbiamo pianificato nemmeno nella nostra testa».

Infine, una battuta sugli scenari legati a Champions ed Europa League: «E’ lo stesso. Tutto allo stesso tempo. Penso che la UEFA sia con noi e l’idea che abbiamo è quella e sappiamo tutti fino a che punto dobbiamo andare per trovare una soluzione al problema. Stiamo cercando di riprendere tutte le competizioni. Una regolamentazione unica per tutti. È impossibile sistemare solo il campionato spagnolo», ha concluso il presidente della Liga.