Aleksander Ceferin, presidente dell'Uefa (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

La riunione di ieri tra la Uefa e gli stakeholder del calcio europeo ha portato al rinvio di Euro 2020 al prossimo anno. Ma, sul tavolo, rimane la richiesta della federcalcio continentale di pagare i danni per lo spostamento del torneo tra nazionali.

Una ipotesi che è stata contrastata soprattutto dai club che compongono le Leghe e molti lo giudicano come un atto arrogante, come spiega l’Adnkronos. Anche perché l’Uefa ha a bilancio (al 30 giugno 2019) riserve per 574,8 milioni di euro.

“La UEFA ha bisogno di risorse da coprire contro qualsiasi rischio aziendale e eventi imprevisti. Il fatto che la UEFA sia finanziata da competizioni sia di club che di squadre nazionali attenua il rischio e rafforza la copertura da due parti. D’altro canto, il continuo aumento delle entrate derivante, ad esempio, dalla centralizzazione delle qualificazioni europee e dalla creazione della UEFA Nations League, richiede una solida base finanziaria per essere protetti negli anni a venire”, si legge nel bilancio dell’Uefa sotto la voce “Riserve”.

Tuttavia, l’Uefa sembra intenzionata a proseguire per la sua strada, chiedendo i 300 milioni di euro di danni a federazioni e soprattutto club. Come riporta Repubblica, la quota dell’Italia sarebbe di 60, forse 70 milioni, che però i club non vogliono pagare.