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Gigio Donnarumma, (Foto: Insidefoto)

Uno dei mattoni fondamentali per costruire il Milan del futuro sono i rinnovi dei suoi gioielli per poterli blindare e far di loro la colonna portante dell’undici rossonero per le prossime stagioni. Un processo complesso per cui servirà tempo e impegno da parte della dirigenza che ha subito l’ennesimo scossone dopo la vicenda Boban. La Gazzetta dello Sport ha analizzato i quattro casi più delicati che riguardano Gigio Donnarumma, il capitano Alessio Romagnoli, la rivelazione Theo Hernandez e l’uomo più in forma prima dell’interruzione del campionato Ante Rebic.

L’agenda pone in primo piano il nodo legato al portiere classe ’99, non soltanto perché il contratto del pezzo più pregiato della casa è in scadenza tra quindici mesi, ma anche e soprattutto perché fino a poche settimane ad occuparsi del suo futuro erano l’ormai ex Cfo Boban e l’attuale d.t. Maldini che ora sono stati separati, con la posizione dell’ex capitano del Milan che è sempre in bilico per la prossima stagione. La coppia non ha mai fatto segreto della stima per il portiere cresciuto nel vivaio: «Gigio è un leader, vorremmo trovare un accordo per il rinnovo».

Ora passa tutto per le mani dell’a.d. Gazidis che dovrà provare a convincere Gigio che già guadagna 6 milioni e soprattutto Mino Raiola che non ha mai nascosto le sue perplessità sul progetto sportivo del Milan. I risparmi prodotti dagli addii di Biglia, Bonaventura e probabilmente Reina a fine stagione permetterebbero di ragionare a un rinnovo, ma la politica degli ingaggi di via Aldo Rossi (prossimo salary cap tra 1,5 e 2 milioni) va nel senso opposto. E la somma che si potrebbe incassare dalla cessione di Donnarumma a campionato finito sarebbe una boccata di ossigeno significativa per i conti del club: Gigio, tifosissimo del Milan e felice in rossonero, lascerebbe a malincuore ma le nuove prospettive lo accomoderebbero tra i pali di una grande d’ Europa, in corsa per obiettivi che ad oggi non sono alla portata dei rossoneri.

Con Raiola si dovrà parlare anche del rinnovo del capitano Romagnoli, il cui contratto scade nel 2022 e questo lascia al club uno spazio di manovra relativamente ampio, ma anche in questo caso parliamo di un ingaggio che sfonderebbe il tetto stipendi pensato. Ritoccare verso l’alto i 3,5 milioni guadagnati da Romagnoli rappresenterebbe un’ eccezione alla regola come del resto quella di un rinnovo di Donnarumma.

Altra questione fondamentale è quella che riguarda Theo Hernandez la cui valutazione è passata dai 20 milioni pagati in estate al Real Madrid ai 40-50 attualmente stimati a suon di gol e prestazioni eccellenti. Theo si è tagliato lo stipendio di circa il 20 per cento la scorsa estate per accettare la corte del Milan e soprattutto di Maldini. Perciò il possibile addio del suo punto di riferimento e una proposta da parte di qualche big potrebbe far vacillare la sua volontà di restare agli ordini di Pioli.

Gazidis infine dovrà portare sul tavolo dell’Eintracht Francoforte una buona proposta per convincere i tedeschi a cedere Ante Rebic prima che si faccia avanti la concorrenza alla scadenza del prestito, a giugno del 2021. Il croato, dopo le difficoltà e il poco spazio ad inizio campionato, ha svoltato pagina da quando è arrivato a Milanello Zlatan Ibrahimovic e ha suon di gol si è ritagliato un ruolo sempre più importante tra le fila dei rossoneri.