rugani positivo Coronavirus
Daniele Rugani, difensore della Juventus (Foto OnePlusNine / Insidefoto)

Daniele Rugani primo calciatore con coronavirus

Daniele Rugani, difensore della Juventus, è stato il primo a essere risultato positivo al Coronavirus della nostra Serie A.

Da allora il club bianconero sta seguendo, con il supporto del personale specializzato, il giocatore, oltre ad avere deciso di mettere in isolamento 120 tra componenti della squadra, staff tecnico, dirigenti e dipendenti, tra cui c’è anche il presidente Andrea Agnelli.

Lo spavento è stato certamente forte, soprattutto in considerazione dell’emergenza che sta ormai coinvolgendo tutto il nostro Paese con numeri più che preoccupanti, ma fortunatamente per ora la situazione del calciatore appare sotto controllo.

“Sto bene, tranquillizzo tutti. Sono sempre stato abbastanza bene, non ho avuto sintomi gravi. Mi ritengo fortunato, è stata una bella botta: sono stato il primo nel nostro ambiente, spero sia servito a sensibilizzare un po’ tutti” – ha detto nel corso di un’intervista ai microfoni di Jtv, il club channel bianconero.

Chi è Michela Persico: fidanzata di Rugani contagiata da Coronavirus

Proprio oggi è stata sottoposta al tampone anche la compagna di Rugani, la giornalista e conduttrice tv Michela Persico, 29 anni: anche per lei il riscontro del test è stato positivo.

Ad annunciarlo è stata lei stessa in un video pubblicato su Instagram in cui ha comunque provato a tranquillizzare tutti, come aveva già fatto nei giorni scorsi in cui aveva comunicato di avere iniziato la quarantena nell’abitazione che condivide con lo juventino:

“Ho appena ricevuto l’esito del tampone è ed positivo. Non ho alcun sintomo e sto benissimo, sono fortunata – precisa – ci tenevo a ringraziarvi per il vostro affetto e rassicurarvi sulla mia salute, come di quella di Daniele. Ma ci tengo a raccomandare davvero tutti a rispettare quelle piccole norme che sono state indicate per sconfiggere il virus, restare a casa, perché, come è capitato a me, si può essere positivi senza saperlo e in questo modo restare a contatto con persone che per hanno difeso immunitarie indebolite”.

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