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Una porta su un campo di calcio (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

In una lunga lettera indirizzata al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il Comitato dei Concessionari Sportivi Milanesi – il comitato di riferimento delle società che gestiscono gli impianti sportivi del Comune di Milano – ha posto l’attenzione sulle difficoltà economiche derivanti dall’emergenza Coronavirus.

Difficoltà che, spiega il Comitato, hanno colpito inevitabilmente anche Associazioni e Società sportive, le quali si trovano a dover sostenere dei costi senza poter più fruire delle entrate necessarie per il raggiungimento dell’equilibrio finanziario e del raggiungimento dello scopo sociale.

Per questo motivo il Comitato è intervenuto per chiedere che eventuali risorse e misure di supporto siano destinate anche a queste società. Questo il testo integrale della lettera:

«Gentilissimo Ministro Vincenzo Spadafora, la Lombardia è stata la prima regione ad essere interessata dall’emergenza sanitaria di diffusione del COVID19 e anche la più colpita per numero di contagi. Una situazione particolarmente critica che ha comportato, fin dallo scorso 23 febbraio nel pieno rispetto delle disposizioni dei vari DPCM che da allora si sono succeduti, la sospensione di tutte le attività sportive e con la conseguente chiusura degli impianti.

Chi le scrive è il Comitato dei Concessionari Sportivi Milanesi, che da alcuni anni svolge un ruolo di riferimento territoriale per le Associazioni/Società Sportive dilettantistiche che, in un rapporto di sussidiarietà con l’Amministrazione Comunale nella promozione delle politiche pubbliche, gestiscono i 108 impianti sportivi di proprietà del Comune di Milano, coinvolgendo nelle loro svariate attività motorie e sportive alcune decine di migliaia di cittadini.

Associazioni e Società sportive che rappresentano importanti punti di riferimento per la cittadinanza e generano coesione sociale, soprattutto nelle aree periferiche della città. Realtà che svolgono una vera e propria funzione di agenzia educativa per i giovani e di promozione della salute per gli anziani, presidio delle periferie che oggi sono state travolte da questo improvviso e inaspettato evento.

In questi anni hanno investito risorse proprie e significative nella riqualificazione degli impianti pubblici, e hanno rappresentato un’occasione di lavoro per migliaia di operatori sportivi.

Operando con marginalità di bilancio molto ridotte (al fine di poter mantenere contenuti i contributi di partecipazione alle attività nell’ottica della massima inclusione possibile), oggi si trovano in una difficile situazione economica poiché devono continuare ad affrontare i costi fissi di gestione, compresi i compensi degli operatori che per loro natura vivono in condizione di precarietà e che hanno il dovere di tutelare, mentre non possono più fruire delle entrate necessarie per il raggiungimento dell’equilibrio finanziario e del raggiungimento dello scopo sociale.

Pensiamo quindi sia indispensabile che le misure di compensazione, ripresa e supporto previste per le attività commerciali e produttive del Paese siano estese anche alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, anch’esse da considerarsi vere e proprie realtà economiche e sociali, attraverso una serie di provvedimenti urgenti a sostegno dello sport di base e dei gestori degli impianti sportivi di proprietà pubblica al fine di alleggerire l’impatto economico dovuto all’improvvisa chiusura delle attività tutte degli impianti stessi.

In particolare, le chiediamo di adoperarsi affinché siano destinate le risorse necessarie per consentire a Regione Lombardia e Comune di Milano di poter attivare mirati provvedimenti a supporto delle nostre realtà poiché, purtroppo, l’indeterminatezza temporale per il ritorno alla normalità ne mette a rischio la sopravvivenza.

Gli interventi possibili sono molti, ad esempio dalla sospensione dei canoni di concessione dovuti alle amministrazioni comunali, delle rate dei mutui per opere di riqualificazione, ampliamento o nuova costruzione accesi presso gli Istituti di credito nonché presso l’istituto del Credito Sportivo o con qualsivoglia altro Istituto Finanziario, inoltre non meno significative sarà la possibilità di sospendere o stralciare le varie imposte e tasse locali.

Si potranno prevedere anche bonus per la riduzione delle utenze di gas, energia elettrica e acqua da applicare nelle prossime bollette, allo sblocco del pagamento del 5×1000 per chi ne ha diritto, all’aumento di erogazione fondi e bandi a sostegno della attività sportiva continuativa e prossima futura. Parte del quadro legislativo vigente può venirci in aiuto in questo momento di difficoltà.

Abbiamo diverse leggi che se modificate, integrate ed attualizzate attraverso emendamenti, daranno risultati di immediata efficacia per l’attività di sostegno ed aiuto al mondo dell’associazionismo sportivo. Ad esempio la legge Delega nr.86/2019 ancora in attesa dei decreti attuativi ed integrativi, saranno molto utili ed estremamente efficaci per tutto il comparto in questo momento in difficoltà.

Molti provvedimenti straordinari dovranno essere presi in considerazione, al fine di non portare alla distruzione un sistema Paese ed il mondo sportivo esempio virtuoso di connubio tra pubblico e privato. Per questo motivo ci siamo permessi di dare solo alcuni esempi con cui iniziare a ragionare su questo immane lavoro che ci sarà da portare a compimento e ci mettiamo sin d’ora a completa disposizione per ogni genere di confronto, programmazione e supporto.

Non è nostra intenzione entrare nel merito dei singoli interventi, che sarà responsabilità di Stato, Regione e Comune verificare nella loro fattibilità, ma le chiediamo di mettere nelle condizioni le istituzioni locali di poter avviare un percorso di supporto al mondo sportivo di base, che anche se non ha la stessa visibilità mediatica dello sport professionistico svolge un ruolo sociale indispensabile ed essenziale per la nostra comunità tutta.

Siamo convinti che, terminata l’emergenza, l’attività sportiva potrà rappresentare un elemento fondamentale nel ritorno alla normalità e nella ricucitura del tessuto sociale. Certi di un suo interessamento e fiduciosi del suo sostegno, le inviamo un cordiale saluto e le auguriamo buon lavoro in questo difficile momento per il Paese, per la Società Civile e per lo Sport Italiano».

1 COMMENTO

  1. Buongiorno, il comitato ha ragione, molte associazioni italiane sono in questa situazione, si trovano sulle spalle investimenti enormi per garantire un allenamento, una educazione sportiva nel miglior modo possibile e adesso con questa emergenza si trovano in difficoltà,
    Nella nostra provincia (Terni) il comune non ha possibilità economiche per lo sport e noi siamo costretti ad andare avanti con investimenti propri e quote che pagano mensilmente le famiglie ma, adesso la situazione è critica perché lo sport è fermo ma affitti, utenze, finanziamenti vanno avanti e non so le associazioni quanto potranno resistere
    Grazie per l’attenzione

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