(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Con lo stop degli eventi sportivi imposto dal Governo italiano per cercare di arginare il diffondersi del Covd-19, si sta verificando un crollo del mercato delle scommesse. Resistono i giochi online e quelli ai quali si può accedere nelle tabaccherie (tra i pochi esercizi commerciali ancora aperti), ma gli eventi sui quali è possibile continuare a puntare sono ormai davvero pochissimi. Lo shock economico nel settore investe così le agenzie, gli operatori e i concessionari, con una grave perdita anche per le entrate dell’erario.

Secondo una stima di Agipronews, il volume di affari sul territorio italiano (ad esclusione del gioco online) ha già subito un calo dell’80% e le previsioni sono ancor più negative.

Si è passati da un volume di affari di circa 500mila euro al giorno, a soli 100, con un mancato incasso quindi di circa 400mila euro, corrispondente a 10 milioni nell’arco dei 25 giorni di blocco totale attualmente previsti.

La crisi del settore, investe ancor più pesantemente, il Regno Unito, patria dei bookmakers. Paddy Power, William Hill e le maggiori agenzie hanno già perso 2.2 miliardi di sterline.

A seguito dell’annullamento di quasi tutti gli eventi sportivi professionistici, poi, le azioni delle società di betting quotate in borsa sono ora ai minimi storici. Quelle di Paddy Power e di Flutter Entertainment, proprietaria di Betfair, sono precipitate in 24 ore di più del 15%, rendendo il crollo sull’FTSE 100 (l’indice azionario delle 100 maggiori società quotate al London Stock Exchange) uno dei peggiori di sempre.

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