Rudi Garcia - entraineur du Losc

L’emergenza legata al propagarsi del coronavirus ha fermato il calcio italiano ma non la Champions League, ecco perché martedì prossimo Juventus-Lione dovrebbe giocarsi regolarmente a Torino. Seppure a porte chiuse, come confermato dal presidente del Lione Jean-Michel Aulas ai microfoni dell’Equipe, in vista del match in programma martedì 17 marzo all’Allianz Stadium.

“La Juve ci ha confermato che giocheremo a Torino a porte chiuse, c’è anche l’ok della UEFA. Il premier italiano ha disposto che non si giochino partite in Italia, poi ha detto che questa disposizione non vale per le gare internazionali”, ha spiegato.

Una soluzione questa che però non convince affatto il tecnico dei francese Rudi Garcia, il quale in conferenza stampa ha sottolineato come la situazione sanitaria nel nostro Paese sia molto seria.

Queste le parole del’ex tecnico della Roma: “Vi ricordo che adesso tutta l’Italia è zona protetta. Non ci sono più distinzioni tra zone rosse e non. E noi lunedì dovremmo andare in Italia”.

Garcia quindi si chiede come mai lo stop al calcio riguardi solo la Serie A e non le partite di Champions League. “La cosa strana è che sono state vietate le partite a livello nazionale e non quelle di Champions League. Non nascondo una certa perplessità ma rimane una mia opinione”.

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